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Cultura

Festival Risonanze, il “legno che suona” celebra Vienna

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MALBORGHETTO-VALBRUNA – Toccare, capire, ascoltare. Tornare al respiro della foresta e della musica dal vivo. In totale sicurezza.  Festival Risonanze rinnova la magia: un bosco di abeti come fondale, un grande palco. E una narrazione che intreccia storia e confini con un filo comune. È la gioia, l’allegria vaporosa e solare dei viennesi il vero passe-partout di questo festival. Dopo 15 mesi di blackout, ecco un cartellone declinato da ascolto e gusto per ritrovare la cultura dal vivo, le storie dei protagonisti. E vivere la natura di nuovo insieme, accendendo i cinque sensi. I boschi della Val Saisera, dal 17 al 20 giugno, torneranno a essere – per la nuova edizione che celebra il “legno che suona”, l’abete di Risonanza – delle vere e proprie sale da concerto. Una location unica per un Festival altrettanto irripetibile che quest’anno proporrà 10 concerti; 4 incontri dedicati alla musica, e uno spettacolo teatrale per piccoli e adulti; 2 mostre; 5 appuntamenti per Babyrisonanze; 10 eventi collaterali Outdoor, all’insegna di yoga, bagni di gong, forest bathing, dog trekking e bike. Immancabile poi l’appuntamento con l’enogastronomia del territorio, “Risonanze viennesi da assaggiare”: i ristoratori proporranno piatti a tema nello stile tipico della capitale austriaca, o apericena nell’attesa del concerto. «Anche quest’anno puntiamo a offrire un’esperienza artistica e musicale impareggiabile», ha spiegato Alberto Busettini, assessore alla cultura e turismo e direttore artistico di Risonanze, in occasione della videoconferenza stampa di presentazione. Il programma a tema “Vienna” prevede un’ampia e variegata proposta, per gradi e piccoli, che ricordo sarà a ingresso gratuito ma con obbligo di prenotazione in linea con quanto previsto dalla normativa per il contenimento del Covid-19. L’ultimo anno e mezzo è stato duro sotto ogni punto di vista, anche per questa ragione per noi il Festival è un momento di ripartenza. Per noi, ma per l’intera Valcanale». Una carica di positività quella che arriva dalle parole di Busettini che in proposito ha sottolineato come quest’anno abbia deciso di raccontare il Festival anche attraverso una campagna social dedicata con la quale si ricorda che “Da noi si può”, abbracciare… un albero; toccare… con mano la natura e la musica; sognare… attraverso eventi, paesaggi, mostre.

IL TEMA 2021: VIENNA – Protagonista della nuova edizione sarà Vienna: è al secolare rapporto tra la Valle e la città che si è scelto di dedicare il programma capace di portare in scena la musica danubiana, una mostra speciale dedicata a Sissi, la leggerezza del valzer e il piacere della piccola pasticceria asburgica. Senza dimenticare l’immersione nella tradizione nobile dell’abete di Risonanza, tra musica, liuteria e tutela del territorio. Tutti gli eventi e le attività saranno organizzate seguendo le disposizioni ministeriali di sicurezza e sarà obbligatoria la prenotazione online sul sito www.risonanzefestival.com, alla voce “info e prenota”.

WIENER SAENGERKNABEN – La programmazione, ricca e di grande qualità, è stata rinviata dal 2020, causa pandemia. Evento di punta di Risonanze 2021 (sabato 19 giugno, alle 17, in Val Saisera e domenica 20 giugno, alle 21, a Lignano Sabbiadoro grazie alla collaborazione con il Comune) sarà il concerto dei Wiener Sӓngerknaben, lo storico coro, patrimonio dell’Unesco, che per la prima volta sarà ospite in Valcanale «con un programma tutto dedicato al più bel repertorio viennese, ispirato all’ultimo disco “Strauss For Ever”, pubblicato da Deutsche Grammophon nel 2018», ha sottolineato Busettini. I Wiener Sӓngerknaben (WSK) sono 100 ragazzi tra i 9 e i 14 anni che si suddividono in 4 cori ai quali si aggiungono un coro giovanile, un coro di ragazze e gli Eleven (bambini e bambine di 4 elementare). Queste formazioni, tutte assieme, si esibiscono ogni anno in 300 concerti, di fronte a un pubblico di mezzo milione di spettatori. In collaborazione con i Filarmonici di Vienna e il Wiener Staatsopernchor continuano una antica tradizione imperiale che fin dal 1498 li vede partecipi alle messe domenicali che si tengono nella cappella Hofburgkapelle. Ogni anno i WSK si possono ascoltare in grandi opere orchestrali dirette da Philippe Jordan, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Simone Young, nel 2021 arriveranno anche in Friuli: «Un grazie va all’amministrazione comunale, agli uffici per il lavoro svolto e al management di WSK. Questo è un traguardo importante per far crescere il nostro festival», sottolineato il direttore artistico che aveva programmato la loro presenza a Risonanze già nel 2020, e che la pandemia ha costretto a posticipare di un anno.

UNA PROGRAMMAZIONE DI QUALITÁ – Ma non finisce qui, perché sono moltissimi gli ospiti in arrivo. In concerto ci sarà il tenore Baltazar Zùñiga (il 17 giugno alle 21) con un omaggio a Schumann, il giorno seguente alla stessa ora è invece in programma un appuntamento con Quartetto Delfico sulle musiche di di F. J. Haydn, W. A. Mozart, L. van Beethoven. Si esibiranno in “Un giovane Beethoven a Vienna”, il 19 alle 21, Vincenzo Mariozzi al clarinetto, Francesco Mariozzi al violoncello, Andrea Rucli al pianoforte. L’Ensemble Festival Anciuti, invece suonerà alle 11 del 20 giugno. Mentre alle 12 sarà la volta del Kujacoustic trio (Massimo Gatti, mandolino americano; Michele Pucci, chitarra flamenca; Alessandro Turchet, contrabbasso).  Vinzenz Praxmarer, alle 17, al Palco Risonanze, in Val Saisera dirigerà la FVG Orchestra. Tornano anche quest’anno “Risonanze d’artista. Due chiacchiere con ospiti e artisti” con Domenico Mason del Piccolo Violino Magico, Valeria Murianni e Giorgio Comuzzi del servizio foreste e Corpo forestale della Regione Fvg (il 17). Ma anche con Erich Arthold e Manuel Huber della Wiener Sängerknaben, Annalisa Chirico di Nanovalbruna, i liutai Simeone e Giovanni Battista Morassi e Federico Toffano del Quartetto Delfico (il 18). E infine con SAIR Arciduca Giorgio d’Asburgo Toscana; Maddalena del Gobbo, artista Deutsche Gramophon; Claudio Mansutti, direttore artistico della FVG Orchestra; Vincenzo Mariozzi, solista e già primo clarinetto Santa Cecilia di Roma; Paolo Pollastri, primo Oboe Santa Cecilia di Roma; Vinzenz Praxmarer dell’Opera di Vienna (il 19).

MOSTRE – Fino al 30 settembre (martedì-domenica, 10.30-12.30 e 15-18, chiuso il lunedì) sarà possibile visitare la mostra “Sissi la voce del destino”. Protagonista è Elisabetta d’Austria. Nell’esposizione, curata da Marina Bressan, si potranno ammirare ritratti dell’Imperatrice, litografie e fotografie, libri rari che documentano i viaggi, oggettistica. La seconda esposizione, “Uno strumento viennese: il clavicembalo storico” del Museo Carnico di Tolmezzo, sarà invece visitabile fino al 30 giugno a palazzo Veneziano (10.30-12.30, 15-18, lunedì chiuso). In mostra ci sarà uno splendido strumento a tastiera del primo Settecento la cui fattura unisce l’arte cembalaria austriaca con quella veneziana.

LA PAROLA AGLI ORGANIZZATORI – L’evento, organizzato dal Comune di Malborghetto-Valbruna, gode del sostegno prezioso della Regione Friuli Venezia Giulia e di Fondazione Friuli, Comunità Montana Canal del Ferro Valcanale, Consorzio Bim Drava e Consorzio Bim Tagliamento, Comune di Lignano Sabbiadoro, Fondazione Luigi Bon. Main sponsor dell’evento è MIDJ, azienda italiana leader nel design e arredo contemporaneo. Risonanze nasce per far conoscere una delle nostre eccellenze, l’abete di risonanza, che fa della Valcanale un luogo di riferimento per i liutai e i musicisti di tutto il mondo, offrendo un’esperienza fatta di ambientazioni, suoni e sensazioni impareggiabili. Forte delle migliaia di presenze delle scorse edizioni, anche per il 2021 Risonanze è riuscito a proporre un programma trasversale e adatto a più tipologie di spettatori.

Informazioni più dettagliate sul festival ‘Risonanze’ sono reperibili sul www.risonanzefestival.com o sulla Facebook  o sul profilo Instagram. C’è anche un hashtag che è #Risonanze2021.

Ingresso libero a tutti gli eventi, con prenotazione obbligatoria. Per i concerti in Val Saisera munirsi di plaid o cuscino per sedersi sull’erba.

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