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Cronaca

Sovraffollamento di topi: primo caso di Hantavirus nel Tarvisiano

L’Azienda sanitaria fornisce una serie di indicazioni per proteggersi dal possibile contagio

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TARVISIO – L’Hantavirus dei topi è stato individuato nel Tarvisiano. Da mesi il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale è impegnato nel monitorare la situazione non solo in Valcanale, ma anche in Carnia e nelle Valli del Natisone, dove la presenza di piccoli roditori è aumentata notevolmente. In particolare la sorveglianza sanitaria avviata a maggio per verificare la positività a parassiti interni per malattie di impatto zoonosico di tipo batterico, parassitologico o virale è stata condotta attraverso l’analisi su campioni di topi trovati morti o su pool di organi.

“Vi è stato un riscontro di positività per Hantavirus in un pool di organi tra i vari campioni sottoposti ad analisi nella provincia di Udine – rende noto l’AsuFc -. Questa zoonosi quindi risulta presente nella popolazione di topi anche nel nostro territorio e quindi si ritiene opportuno richiamare l’attenzione di quanti a vario titolo frequentano la montagna e la zona collinare della nostra provincia invitando tutti a osservare alcune importanti norme igieniche”. Tra le raccomandazioni date, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone dopo il contatto con il terreno o polvere; evitare contatti diretti con i roditori, le loro urine o feci; in caso di pasti consumati all’aperto non porre gli alimenti a diretto contatto con il terreno e vigilare al fine di impedire che i topi possano raggiungerli; utilizzare sempre guanti in lattice per la eventuale rimozione delle carcasse; non consumare vegetali, frutti del bosco o funghi se non dopo accurato lavaggio e pulizia poiché possono essere fonte di infezione per via alimentare; evitare di inalare la polvere in quanto il virus si può diffondere anche per via aerogena (evitare soffiatori o utilizzare le scope umidificando le superfici polverose a rischio per contaminazione con feci o urine di topi); tenere i cani al guinzaglio nei boschi al fine di evitare la predazione.

“Al momento – conclude l’Azienda sanitaria – non esiste un vaccino per l’uomo, pertanto la migliore prevenzione è quella di evitare l’esposizione ai roditori ed ai loro escreti (saliva, urina e feci). Si ricorda che tale virus è sempre stato presente nel nostro territorio e l’aumentata soglia di attenzione è direttamente proporzionale all’alto numero della popolazione di roditori e non dettata da un allarme sanitario”.