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Cronaca

Autonomie locali: via libera a 94 assunzioni nei piccoli comuni

Sono possibili da subito nel sistema finanziario integrato Fvg. Già approvati i bilanci di 215 Enti locali su 210

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FVG – I 52 Comuni del Friuli Venezia Giulia con meno di mille abitanti potranno assumere 94 persone entro il 2025 grazie alla riforma regionale della finanza locale. Lo ha detto l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti fornendo un’indicazione di dettaglio rispetto alla previsione di 1500 nuove assunzioni nelle Amministrazioni municipali della regione.
“Oggi i nostri Comuni che hanno bisogno di personale possono assumere da subito, grazie alle nuove soglie di spesa che hanno eliminato la rigidità delle precedenti norme di contenimento. Non è una riforma da poco”: Roberti lo ha spiegato nel corso di un’audizione in V Commissione del Consiglio regionale in cui ha fatto il punto sul governo delle autonomie locali con un’illustrazione che ha ripercorso il cammino delle riforme attraverso un ampio excursus.

In particolare Roberti si è soffermato sul passaggio dalla legge 26 del 2014 alla 21 del 2019. “Quando mi sono insediato, a quattro anni dalla riforma della precedente amministrazione regionale – ha rilevo Roberti -, mi sono trovato sulla scrivania 54 contenziosi tra istituzioni, eredità delle Uti. Oggi non ci sono più contenziosi e non ci sono trattamenti diversi a seconda dell’adesione o meno alle Comunità che sono, appunto, volontarie, tranne le Comunità di montagna e la Comunità collinare del Collio”.
L’assessore ha anche ricordato che attualmente 210 su 215 Comuni hanno già approvato il bilancio di previsione: “Ne mancano solo cinque e c’è tempo fino al 1 luglio”. Per quanto riguarda il processo verso la creazione di istituzioni di area vasta, “gli Enti di decentramento regionale – ha osservato Roberti – sono partiti e ci sono segnali incoraggianti. Ogni Edr ha almeno due dirigenti e la possibilità di ricorrere, dove opportuno, a contratti interinali”. Il Friuli Venezia Giulia è l’unica Regione d’Italia ad aver abolito le province, anche se per effetto della legge Delrio si tratta non più di organi elettivi ma di enti di secondo livello. “L’eliminazione delle
province – così Roberti – ha tuttavia dimostrato che puoi eliminare un ente, non una funzione. L’ente di area vasta serve, soprattutto se si ha in mente una Regione più snella, che programma e legifera e non una Regione che vuole gestire tutto”.

“Ai Comuni – ha aggiunto l’assessore regionale –  non si può chiedere di supplire a funzioni extraterritoriali, mentre al tempo stesso non si possono revocare i loro compiti di pianificazione senza cambiare la legge, come qualcuno pensa. Ecco che la risposta viene da una Governance multilivello che è quella prevista dalla Costituzione”.
Riepilogando nell’insieme le ragioni del percorso di riforma, “noi non abbiamo cancellato ciò che c’era prima per il gusto di cancellare – ha detto Roberti -, ma abbiamo modificato laddove abbiamo riscontrato difficoltà oggettive, difficoltà di cui i contenziosi aperti erano prova”.

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