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Gorizia

Via libera dal consiglio regionale alla legge per trattenere o attrarre i talenti in Fvg

Scettiche le opposizione. per il Pd si tratta di “un’occasione persa”

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FVG – Via libera da parte del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia agli interventi a favore dei talenti Under 35 che possono mettere al servizio dell’intero sistema le loro competenze legate al conseguimento di una laurea magistrale in discipline scientifiche, tecnologiche,
ingegneristiche e matematiche (Stem) oppure di master universitari di primo o secondo livello, diplomi universitari di specializzazione o dottorati di ricerca. L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza (25 sì, 13 astenuti e il voto contrario di M5S e Furio Honsell di Open Sinistra Fvg) il disegno di legge 129 in materia di sostegno alla permanenza, al rientro e all’attrazione sul territorio regionale di giovani professionalità altamente specializzate Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 15 marzo 2021 e successivamente licenziato senza modifiche dalla VI Commissione consiliare, attraverso le disposizioni contenute nei suoi 10 articoli mira a creare uno strumento legislativo per trattenere o attrarre i giovani dotati di competenze particolarmente richieste dal tessuto produttivo.

L’esame del ddl 129 Talenti Fvg era stato preceduto da un intervento del consigliere regionale Sergio Bolzonello (Pd), che ne aveva rivendicato parte della paternità “legata agli emendamenti da me presentati a margine del precedente ddl 80, qui ripresi con pochissimi cambiamenti. Dispiace che le idee non vengano riconosciute”. Immediata la replica da parte dell’assessore regionale Alessia Rosolen, che ha tracciato la storia del provvedimento, parlando invece di “progetto condiviso. Il primo soggetto a aver immaginato un simile intervento, comunque, era stato l’assessore Bini. Abbiamo scelto di intervenire sulle persone e non sulle aziende”. Una spiegazione che, in seguito, ha trovato il consenso dello stesso Bolzonello, insieme alla collega dem Chiara Da Giau.
Prima del voto conclusivo sono stati inoltre accolti tutti i quattro ordini del giorno presentati. Quelli di Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli (Patto per l’Autonomia) auspicavano un ulteriore sviluppo degli Istituti tecnici superiori (Its) sull’intero territorio per offrire concrete possibilità lavorative ai più giovani, ma anche un sostegno alla residenzialità nelle aree montane attraverso la valorizzazione dello smart working. Da Giau, invece, chiedeva un supporto per i progetti di ricerca e sviluppo industriale dei cluster legati all’assunzione di uno o più giovani senza sostituzione di personale già impiegato. Honsell, infine, aveva trasformato in odg un emendamento che suggeriva l’aggiornamento del portale regionale Giovani con una sezione specifica dedicata alle misure previste dalla nuova legge.

Come già anticipato in sede di Commissione, i rappresentanti dell’Opposizione hanno presentato svariati emendamenti per ottenere le modifiche auspicate e rendere più efficace un provvedimento volto anche a evitare fughe di cervelli per trovare altrove migliori opportunità professionali o retribuzioni più alte. Numerosi i ritiri in corso d’opera, ma anche le proposte decadute insieme alle molteplici bocciature (6 di ispirazione Pd, 7 di matrice pentastellata e ben 10 firmate da Honsell). Disco verde, invece, per le iniziative di Stefano Turchet (Lega), per cinque di Moretuzzo insieme a Bidoli e due di Giuseppe Sibau (Progetto Fvg/Ar), attivo soprattutto in prospettiva internazionale. Parziale consolazione, inoltre, per Da Giau e anche per Capozzella in materia di benefici economici per i soggetti interessati con tanto di approvazione unanime per l’attenzione richiesta al tema del lavoro agile da svolgersi in aree decentrate, massimizzando le soddisfazioni professionali con la qualità della vita, promuovendo il territorio non solo come luogo turistico, ma anche di esistenza e lavoro. Tutti voti a favore per Honsell sul tema della promozione della competitività e dell’attrattività da raggiungere anche in collaborazione con Università regionali, parchi scientifici e tecnologici.
Nel corso del dibattito sono intervenuti anche i dem Mariagrazia Santoro e Roberto Cosolini che ha parlato esplicitamente di “occasione persa. Per l’Opposizione è stato impossibile vedersi riconosciuti gli apporti migliorativi davanti a un atteggiamento rigido e indisponibile al dialogo”.

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