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Le conseguenze delle “trappole mentali”, su Zoom con Università Popolare

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UDINE – Ogni volta che dobbiamo interpretare dati, trarre conclusioni, dare risposte o prendere decisioni rischiamo di cadere in alcune “trappole mentali” che ci tende il nostro stesso cervello. Gli studiosi hanno identificato diverse “scorciatoie di ragionamento” che il cervello umano utilizza per decidere in modo veloce e automatico e diverse “trappole mentali” che ci inducono, in modo sistematico e prevedibile, a comportamenti e scelte irrazionali. Questi “errori cognitivi” sono sempre in agguato e spesso inevitabili, coinvolgendo con la stessa frequenza sia decisori esperti come giudici, medici, docenti e altri professionisti, sia persone dedite alle normali attività quotidiane, cioè tutti noi in quanto clienti, risparmiatori, pazienti, ecc. Sarà questo l’argomento trattato da Gustavo Cevolani, professore associato in Logica e Filosofia della Scienza presso la Scuola IMT Alti Studi Lucca, che è il prossimo ospite dell’Università Popolare di Udine. Il titolo della conferenza è Come (s)ragioniamo: decisioni, incertezza e trappole mentali e l’appuntamento è per giovedì 22 aprile 2021 alle 18 sulla piattaforma Zoom.

Il professore illustrerà diversi esempi raccolti in letteratura con particolare riferimento – ma non solo – alla pratica forense e a questo fine va segnalato che la conferenza è organizzata in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Udine che riconosce a chi la seguirà un credito formativo universitario. “In ambito penale ad esempio – riferisce Cevolani – esiste la cosiddetta “fallacia dell’accusatore”. Nel caso di un crimine e in presenza di un presunto colpevole l’esperto chiamato ad analizzare le impronte digitali riferisce che c’è una probabilità su mille che l’impronta sia di qualcun altro. L’accusa interpreta il dato deducendo che con una probabilità di 999 su mille l’imputato è colpevole, ma questa inferenza è una fallacia. Infatti la domanda da porsi è: quante altre persone avrebbero potuto commettere quel crimine? In una città con diecimila abitanti una su mille avrà un’impronta digitale compatibile e quindi la probabilità che quello sia il colpevole è di uno su dieci. La perizia, dunque, rimane un indizio ma certo non del 99,9% di colpevolezza.”

Un altro esempio, oggi familiare a tutti noi a causa del COVID, riguarda un’affermazione come: il vaccino ha il 90% di efficacia. È facile interpretare in modo distorto questa informazione, che porta a credere che su 1000 persone

vaccinate 900 saranno coperte e cento si ammaleranno. “Molto spesso – continua Cevolani – commettiamo la cosiddetta “fallacia del tasso di base”, dimenticandoci di chiederci quante persone verranno effettivamente contagiate. Se per esempio, il COVID contagia il 10% della popolazione, su 1000 persone non vaccinate, 100 si ammaleranno. Su 1000 vaccinate, invece, solo 10 si ammaleranno e a questa riduzione si riferisce il dato sull’efficacia, cioè alla cosiddetta riduzione del rischio relativo.

La conferenza si potrà seguire online, sulla piattaforma Zoom: l’invito è per gli associati e può essere richiesto anche dai non iscritti scrivendo a unipop.udine@gmail.com. Le registrazioni saranno visibili in seguito anche sul canale YouTube ufficiale dell’Università Popolare.

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