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Cronaca & Attualità

Confcommercio Udine: costi in crescita per la Tari nonostante attività chiuse e meno rifiuti

Dal monitoraggio delle tariffe +2,21% sul 2019, ma per ristoranti, bar e ortofrutta punte del +10%

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UDINE – Confcommercio Udine informa, a seguito di una rielaborazione dei suoi uffici, che il costo totale 2020 delle tariffe rifiuti nel comune di Udine (con l’amministrazione che aveva prima confermato all’inizio dell’anno le tariffe del 2019 e poi rivisto le stesse lo scorso settembre) ha subito un aumento del 2,21% rispetto al 2019: si è infatti passati da 11.921.809 a 12.186.106 euro. Tutto questo nonostante attività chiuse e meno rifiuti prodotti. L’approfondimento rientra nel contesto del nuovo monitoraggio dell’Osservatorio tasse locali di Confcommercio, diffuso su tutto il territorio nazionale.

Con la premessa che proprio dall’anno scorso l’importo del piano finanziario viene validato dall’Auris (Autorità Unica Sistema Idrico e Rifiuti) e vengono specificate anche le quote della parte fissa e variabile del suddetto costo, Confcommercio Udine precisa inoltre che l’aumento del 2% non si è scaricato nella stessa percentuale sulle tariffe delle utenze non domestiche in quanto la ripartizione dei costi fra le utenze domestiche e non domestiche è stata fatta con una percentuale diversa da quella utilizzata nel 2019: si è passati da un addebito alle utenze non domestiche nel 2019 pari al 42,89% del costo complessivo 2019 al 45,3% del costo complessivo 2020.

In sintesi, questa diversa modulazione di ripartizione ha comportato un aumento medio delle tariffe non domestiche mediamente pari al 8,2%, mentre per tre categorie di utenze non domestiche – ristoranti e pizzerie, bar caffè e ortofrutta –, l’aumento della tariffa rispetto al 2019 è stato di circa il 10%. Per fare un esempio, un ristorante è passato da una tariffa di 14,497 del 2019 a una di 16,030 nel 2020. Va ricordato poi che anche nel 2020 il Comune ha concesso un’agevolazione di circa 100mila euro alle tre categorie di utenze non domestiche (Ristoranti-Bar e Ortofrutta) e che ha deliberato una riduzione tariffaria del 25% sulla tariffa fissa e variabile “Covid 19” applicata su tutte le utenze non domestiche eccetto le categorie Supermercati-Ipermercati genere misti. Ha in sostanza prima aumentato i coefficienti presuntivi di produzione dei rifiuti per aumentare di conseguenza la tariffa non domestica per poi concedere lo sconto. Ovviamente, un aumento delle tariffe utenze non domestiche comporta una diminuzione di quelle domestiche.

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