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Cronaca

Emergenza Covid: indennizzi più alti agli alberghi di montagna. Bolzonello non ci sta

“In Commissione – anticipa il consigliere Pd – chiederemo di eliminare questo discrimine perché il comparto alberghiero merita un’attenzione non a scaglioni, ma complessiva”

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FVG – “Sfugge a ogni comprensione la disparità di erogazione dei ristori alle attività danneggiate dalla crisi da Covid-19, nell’elenco dei codici Ateco. Gli alberghi di montagna ricevono, infatti, indennizzi più alti rispetto alle altre strutture ricettive della regione. Si tratta di un’incomprensibile iniquità, che evidenzia ancora una volta la mancanza di una visione generale del sistema ricettivo regionale e che chiediamo di correggere al più presto”. A denunciarlo in una nota è il consigliere regionale del Pd Sergio Bolzonello in vista della seduta, domani, della II Commissione consiliare, durante la quale verrà espresso un parere sulla delibera di Giunta relativa all’erogazione di ulteriori sostegni economici ai settori produttivi che hanno risentito delle limitazioni imposte dalla pandemia da Coronavirus, come previsto dalla legge regionale 1/2021 contenete ulteriori misure di ristoro.

“In Commissione – anticipa Bolzonello – chiederemo di eliminare questo discrimine perché il comparto alberghiero merita un’attenzione non a scaglioni, ma complessiva. Purtroppo abbiamo registrato l’ennesima dimostrazione di come all’interno della rappresentanza di categoria non vi sia una visione corale del sistema alberghiero e delle azioni regionali, come già evidenziato dal Gruppo del Pd in varie sedi e occasioni. Inoltre, rileviamo ancora come ci siano azioni di priorità verso la montagna rispetto ad altri settori dell’alberghiero pesantemente penalizzati, come città d’arte e piccoli centri”. Infine, conclude il dem, “come già affermato in Aula durante l’approvazione del ddl 121 su ulteriori misure di sostegno, è necessario intervenire sui criteri di ristoro: se nelle prime fasi poteva funzionare il sistema basato su codici statistici Ateco, ora appare una soluzione anacronistica, che non dà risposte complete, lasciando fuori moltissime categorie professionali e tralasciando appieno la problematica dei codici residuali. Serve un nuovo criterio di ristoro che faccia riferimento ad altri indicatori, perché il basarsi su codici Ateco fornisce risposte parziali che ora non possono essere più giustificate”.

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