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Cronaca

Banche in fuga da città e paesi: in 5 anni perso il 20% degli sportelli

Allarme Fisac-Cgil: “Modello di finanza da rivedere, molto penalizzati anziani e aree periferiche”

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UDINE – Milletrecento dipendenti in meno, con un calo del 20% dal 2015, e quasi cento sportelli tagliati, con un taglio anche nei comuni serviti: uno su quattro, in Friuli Venezia Giulia, non può contare su neppure uno sportello bancario. Questo il bilancio dei tagli operati da tutti i gruppi bancari negli ultimi anni, e a lanciare l’allarme, numeri di Bankitalia alla mano, è la segretaria regionale della Fisac-Cgil Elisabetta Faidutti, alla vigilia di un dibattito online che il sindacato dei bancari Cgil terrà domani e dopodomani (17 e 18 febbraio), con la partecipazione di numerosi ospiti del mondo del credito, del panorama politico-sindacale e dell’informazione (tra questi Lucia Annunziata, che modererà una tavola rotonda sulla finanza sostenibile).

«La recente chiusura prima della filiale e poi degli sportelli automatici Unicredit di Largo Barriera a Trieste – spiegano Faidutti e il segretario della Fisac Trieste Piergiorgio Gori –si aggiunge all’infinita lista di sportelli che sono stati chiusi per presunta ottimizzazione delle spese, ma che in realtà hanno tolto un servizio alle persone e al territorio. Una politica iniziata nei primi anni 2000, quindi ben prima della grande crisi,con una serie di “efficientamenti”che in realtà si sono tradotti, molto spesso o quasi sempre, in disservizi per gli utenti,e in particolare per la popolazione anziana. La sbandierata attenzione al cliente, pertanto, si rivela sempre più come un’operazione di facciata e di marketing, non seguita nei fatti da strategie di cura nei confronti delle fasce di popolazione meno evolute tecnologicamente, con gravi ripercussioni sia nelle aree periferiche, le più penalizzate dal taglio degli sportelli e dai problemi di connessione internet,ma anche nelle città, soprattutto a danno degli anziani». Un modello di servizio e di finanza sempre meno funzionale alle esigenze delle persone, con una digitalizzazione dei servizi che taglia fuori quote crescenti di persone, così come denunciano i sindaci scesi in campo per denunciare le analoghe politiche portate avanti da Poste italiane, oltre a determinare una forte riduzione degli occupati nel settore e un impoverimento complessivo del tessuto economico e sociale.

Accanto a questi temi, la due giorni organizzata dalla Fisac toccherà anche altri argomenti sempre legati al modello di credito e di finanza, compresi quelli legati al rapporto tra le pressioni commerciali sul personale e la trasparenza nei confronti della clientela, in particolare nella vendita di prodotti e servizi finanziari e assicurativi. Per il programma dell’iniziativa e seguire il dibattito in streaming basta collegarsi con la Pagina Facebook o il sito nazionale della Fisac (www.fisac-cgil.it), oppure con il sito dell’ufficio stampa della Cgil nazionale (www.collettiva.it).