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Cronaca

Vaccini agli under 55: si parte con forze di polizia e insegnanti

Sarebbero circa 82mila le persone in regione interessate da questa fase della campagna vaccinale

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FVG – Pur essendoci ancora una serie di interrogativi sul numero di vaccini che saranno a disposizione e sulla definizione di quelli che dovrebbero essere i ‘servizi essenziali’, l’intenzione della Regione è quella di partire con l’organizzazione della campagna vaccinale riservata agli under 55 appartenenti a determinate categorie professionali individuate dal Governo. In tal senso la collaborazione che oggi ci hanno garantito i prefetti è estremamente importante, in quanto comprenderebbe l’adozione di un piano senza prenotazioni, ma con la raccolta delle adesioni da parte delle articolazioni delle varie forze di polizie e delle forze armate per poi procedere con le vaccinazioni direttamente all’interno delle strutture”.  Lo ha detto il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, a margine dell’incontro in videoconferenza con i prefetti di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia per l’organizzazione della campagna vaccinale destinata alle categorie prioritarie individuate dal Governo (Forze di Polizia e Forze armate, operatori scolastici e dei servizi essenziali) nell’ambito dell’utilizzo del vaccino AstraZeneca riservato agli under 55 (a partire dei nati nel 1967). Presente in collegamento anche l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti.

Relativamente alla tempistica delle operazioni, considerato l’arrivo della prima fornitura prevista per fine mese, come ha detto Riccardi, ci sono almeno tre settimane per mettere a punto l’organizzazione delle vaccinazioni.
Il vicegovernatore ha poi comunicato che la Regione curerà direttamente il rapporto con i Comuni per la parte riguardante la Polizia Municipale che, come ha precisato l’assessore Roberti, registra in Friuli Venezia Giulia un organico complessivo di circa 900 agenti, concentrati soprattutto nelle città capoluogo.
Nel dettaglio del piano, il vicegovernatore ha spiegato di voler adottare il sistema messo in atto con le case di riposo, ovvero l’organizzazione in base a gruppi omogenei, in questo caso di lavoratori, a cui somministrare l’antidoto definendo prima il numero di persone da vaccinare e comunicando il tutto ai dipartimenti di prevenzione, compresa la trasmissione delle dichiarazioni di consenso.

Riccardi ha poi ricordato che, in base a una stima ancora approssimativa a causa dell’attesa dell’interpretazione del Governo di quali siano i ‘servizi essenziali’, sarebbero circa 82mila le persone in regione interessate da questa fase della campagna vaccinale.
Infine il vicegovernatore ha dato appuntamento a un prossimo incontro, definito anche in base a quelle che saranno le novità che potranno emergere dalla riunione della Commissione Salute della Conferenza della Regioni fissata per oggi.

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