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Cultura

“Ho visto un Re”: su Rai3 il documentario che narra la permanenza in Fvg del Re d’Italia

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FVG – Dopo essere stato presentato in anteprima la scorsa estate nell’ambito di “Cinema di famiglia”, festival itinerante organizzato dalla cooperativa Belka Media, il documentario in sei puntate, “Ho visto un Re”, arriva sulla Terza Rete, a partire da domenica 24 gennaio, dalle 10 circa.

IL DOCUMENTARIO – “Ho visto un Re”- prodotto da Belka Media e Raja Films, e realizzato con il sostegno del Fondo Audiovisivo Fvg, Fvg Film Fund – Friuli Venezia Giulia Film Commission e con la collaborazione della Cineteca del Friuli – è un documentario sulla Grande Guerra che, grazie alla puntuale regia di Massimo Garlatti-Costa e la consulenza storica di Giacomo Viola, narra una vicenda particolarmente significativa per il territorio: «Abbiamo utilizzato molto materiale originale – ha ricordato il regista -. Ci sono delle pellicole conservate nell’archivio della Cineteca del Friuli e degli scatti di alcuni importanti archivi fotografici: quello dei Civici Musei di Udine, della Gaspari Editore, dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’Österreichische Nationalbibliothek».

A VICENDA – “Ho visto un Re” ci riporta al periodo fra il 1915 il 1917. In quegli anni Torreano di Martignacco, in provincia di Udine, diventò centro politico e culturale, ospitando il Re d’Italia, Vittorio Emanuele III, e la sua corte. Una vicenda di cui parla anche Ernest Hemingway nel suo “Addio alle armi”. Il documento da cui parte la narrazione è il diario di guerra dell’aiutante di campo del Re, il colonnello, conte, Francesco degli Azzoni Avogadro, attraverso il quale è possibile ripercorrere i momenti più significativi ma anche i più singolari e meno conosciuti della Prima Guerra Mondiale in Friuli. Il documentario sarà trasmesso anche in replica il mercoledì sera (dal 27 gennaio), su Rai3bis, canale 103 del dtt, dalle 22 circa. A raccontare la permanenza del sovrano sul territorio regionale tre voci narranti: Francesco Ursella, Roberto Piccini e Gianluigi Patruno.

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