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Cultura

“La normalità è piena di momenti incredibili!”

L’esortazione di Ottaviano Cristofoli e degli artisti de #gliamicidellabiblioteca

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foto: Cristofoli, Cevaro, Mazzacco, Daltin, Pagura

TAVAGNACCO – Continua anche in questo 2021 la fortunata rubrica della Biblioteca del Comune di Tavagnacco che in questi mesi ha visto l’adesione di tanti musicisti, scrittori, attori, lettori volontari, animatori, addetti ai lavori, tutti legati alla biblioteca di via Mazzini tanto che l’Assessore alla Cultura Ornella Comuzzo ci anticipa << l’intenzione è di far diventare la rubrica>> che sta man mano prendendo la forma di un diario di speranza <<una vera e propria pubblicazione.>>

Ottaviano Cristofoli, è uno di quei personaggi che danno lustro al comune ben oltre i confini del medesimo: musicista di fama internazionale è da oltre dieci anni prima tromba della Japan Philarmonic Orchestra di Tokyo. Durante l’intervista virtuale (a circa 9000 km di distanza!) racconta che <<durante una camminata notturna – a Tokyo non eravamo obbligati a restare in casa – in una città praticamente deserta ho deciso di chiamare mio padre a casa a Tavagnacco ed in sottofondo, dalla televisione, ho potuto riconoscere una musica familiare. Era il finale della seconda sinfonia di Mahler, casualmente riprodotta in quel momento. Non ho potuto fare a meno di rimanere ad ascoltare quella musica allora così lontana. La colossale sinfonia prevede un centinaio di orchestrali, solisti, e coro. Quindi mi era chiaro che per un bel po’ di  tempo questo tipo di repertorio non si sarebbe potuto programmare ed ascoltare dal vivo.  Causalità (?) vuole che la Sinfonia n. 2 sia stata sottotitolata da Mahler come “Resurrezione” proprio in riferimento all’ultimo movimento dove coro e solisti intonano una preghiera; ed allora mi sono ricordato di quanto la mia normalità fosse piena di momenti incredibili, come il finale di questa sinfonia. Con l’augurio di ritornarci presto e con l’esortazione finale per la quale – quello per cui hai combattuto ti porterà a Dio!>>

Tra gli “amici” di una biblioteca non possono certo mancare gli scrittori. E Mauro Daltin, nell’ormai tradizionale appuntamento del venerdì pomeriggio cita un classico che più attuale non si può: 1984 di Orwell, il testo della sua tesi (tra l’altro) focalizzandosi su <<una questione non secondaria ovvero il linguaggio che, nel libro di Orwell, diventa una neolingua che ha l’obiettivo di alterare i concetti cancellando le parole che li definiscono. Se elimino dal vocabolario collettivo la parola libertà, cancello di conseguenza il concetto di libertà, il bisogno di essa. Ho vissuto questi mesi ponendo attenzione al linguaggio usato, ai linguaggi utilizzati, alle parole spese per allarmare, tranquillizzare, impaurire, ammonire, ordinare, assecondare. E ho capito che stiamo vivendo una rivoluzione del linguaggio, una semplificazione che elimina sfumature, possibilità. E che spesso si trasforma in slogan, proprio come i famosissimi slogan del libro: “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”.>> 

Chantal Mazzacco, poetessa, gli fa eco provando a sdrammatizzare: <<basta una vecchia  tuta comoda per stare in casa, informe come il passare dei giorni! Il trucco? Non serve più,  se non si esce. Ho appena comperato un profumo, per andare dove? Me lo spruzzo addosso con rabbia…toh, lo metto lo stesso, tra gli odori di arrosto e di minestrone! Ah ma questo minuscolo virus, quanto potere ha su di me ? Nessuno ne ha mai avuto tanto!>>

<<Il testo che ho riscoperto durante questa pandemia è Il Rinoceronte di Ionesco, che pur essendo della fine degli anni ’50, si presta nel contesto attuale ad una pluralità di letture>> racconta Francesco Cevaro, attore. <<Anche in quella pièce ci troviamo di fronte ad un’epidemia che misteriosamente si sta diffondendo nel mondo. Poiché però è una commedia dell’assurdo, si tratta di “rinocerontite”, virus che trasforma gli esseri umani in bestie feroci. Colpisce subito che anche nel testo di Ionesco, come nel 2020, ci sono incredibilmente i negazionisti ed i benaltristi! >>

E poi a seguire, sempre con il consueto format del libro da consigliare, Laura Giavon, cantante protagonista dell’ultima edizione di Suns, Carolina Zanier dell’Immaginario Scientifico Mulino di Adegliacco, Federico Battistutta, amatissimo prof. di matematica ora in pensione, Federica Copetti, danzatrice, Rocco Burtone, l’artista per eccellenza, Michele Innocente, designer, Annalisa Vucusa, già insegnante, Anna Bonacina, bibliotecaria e scrittrice, Martina Monetti, dell’associazione 0432, Marzia Gorini, woman businness coach e la pluripremiata scrittrice Chiara Carminati, intenta alla stesura del suo prossimo romanzo.

Roberto Pagura, anima di Molino Rosenkranz, apre il nuovo anno con il toccante L’uomo che piantava gli alberi: <<è un racconto semplice, scandalosamente semplice, forse per questo tocca gli animi… quelli veri, quelli semplici. Una parabola necessaria oggi, dov’è urgente l’attenzione verso tutto ciò che non sei “tu”, siano persone, cose, piante, la terra che ci accoglie. C’è bisogno di empatia, di rispetto. C’è bisogno di coraggio per rompere questa crosta che ci costringe a guardare solo il piccolo orto che sta dentro di noi. C’è bisogno di coraggio per rompere con questo contesto che ci fa vedere il mondo solo in un certo modo. C’è bisogno di rinascere con mani, braccia, bocca, cuore aperti. C’è bisogno di rinascere abbracciati alla terra, agli altri.>>

E gennaio proseguirà con i graditissimi interventi della scrittrice Elena Commessatti, del musicista Mauro Costantini e del giornalista Paolo Mosanghini, sempre sulla pagina ufficiale fb del Comune di Tavagnacco.

https://www.facebook.com/comuneditavagnacco/

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