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Cronaca

L’appello dei sindaci della Carnia: “Restate a casa nei prossimi giorni”

Il territorio carnico registra un elevato tasso di mortalità da Covid-19

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TOLMEZZO – La Carnia registra un elevato tasso di mortalità da Covid-19, il doppio del resto della regione Friuli Venezia Giulia, nei nostri comuni l’incidenza della diffusione del virus è dalle 4 alle 7 volte superiore che nei restanti comuni. L’ottanta per cento dei focolai rilevati sul territorio carnico è di insorgenza familiare e amicale. “Questo ha una pesante ripercussione su tutta la popolazione in quanto il virus colpisce trasversalmente tutti e non risparmia nemmeno gli operatori sanitari – chiariscono i sindaci del territorio carnico –. Oltre agli effetti sulle assenze lavorative nel mondo produttivo, è giunto il preoccupante allarme dell’elevato numero di operatori sanitari colpiti dalla malattia e ciò comporta il fatto che se non conteniamo e riduciamo la diffusione del virus, ben presto non ci sarà abbastanza personale sanitario operativo per garantire a tutti noi le cure e l’assistenza necessarie sia per patologie connesse all’infezione Covid-19 che per le altre, quali le patologie tempo-dipendente (infarto, ictus e traumatologia ecc.) e le patologie oncologiche”.

RIDURRE AL MINIMO I CONTATTI. “Una situazione preoccupante, rappresentataci dai vertici della sanità regionale, che non possiamo né vogliamo minimizzare, rispetto alla quale ci rivolgiamo a voi per provare insieme a cambiare rotta – aggiungono i sindaci rivolgendosi ai cittadini –. Come? Con la prosecuzione del patto tra istituzioni e cittadini, tra i comuni e le proprie comunità, chiedendo a tutti noi di ridurre al minimo i contatti nelle prossime settimane, comprese soprattutto le festività natalizie. Questo è l’unico metodo efficace per ridurre la diffusione del virus tra le nostre piccole e a volte piccolissime realtà. L’ambito intra familiare risulta essere in Carnia il più importante incubatore di virus, cioè dove maggiormente si sviluppano i contagi, anche attraverso contatti tra persone di famiglia che non sono conviventi”. “Perciò abbiamo il dovere di richiamare tutti noi – non di accusare i cittadini, bensì di considerarci un insieme, una comunità – con un appello forte e deciso a ridurre i contatti tra le persone. Dobbiamo incontrarci di meno di quanto abbiamo fatto nelle settimane scorse, perché i dati dimostrano che il virus sta circolando ancora moltissimo in Carnia. Quella con il coronavirus è una partita di squadra dove si vince solo con una ferrea adesione ai comportamenti raccomandati ovvero dove ciascuno è chiamato ad un alto senso di responsabilità. Responsabilità personale in questo caso significa indossare sempre e correttamente la mascherina, mantenere la distanza interpersonale, lavarsi spesso le mani o in alternativa usare il gel igienizzante, non scambiarsi oggetti di uso comune, invitare chi non si attiene ai comportamenti sopra descritti a farlo. Noi amministratori continueremo a farlo cercando di mettere in campo ogni forma di supporto possibile che i comuni, assieme ai servizi sociali e anche al contributo importante del volontariato, potranno fornire. A tutti chiediamo di essere ancor più responsabili di quanto non lo si sia già stati fino ad ora, ne va della nostra salute, del lavoro, dell’istruzione, dell’economia, tutte situazioni che a cascata subirebbero un tracollo non più sopportabile”.

RESTARE A CASA. “Quindi non andiamo in visita ai parenti, anche se ciò costa affettivamente molto; evitiamo di frequentare amici e conoscenti, l’alternativa non è di vederci di più, ma di perdere del tutto ancora tanti, troppi cari, conoscenti, amici. E ricordiamoci: ai primi sintomi isoliamoci, stiamo a casa e chiamiamo il medico di base”.

2 Commenti

2 Comments

  1. Sergio Marin

    Dicembre 18, 2020 at 9:19 pm

    Per gli amministratori, lavoratori dei comuni, pubblica amministrazione, regionale e statale è facile parlare di rimanere a casa con stipendi o pensioni.. Chi deve lavorare per i piccoli negozi se la gente non si muove è morta lenta e sicura..

  2. Sergio Marin

    Dicembre 18, 2020 at 9:20 pm

    Non si può perdere la propria libertà per paura di morire!!

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