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Cronaca

L’amarezza delle categorie per il passaggio del Fvg a zona arancione

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FVG – Sono parole di amarezza quelle che arrivano dai rappresentanti delle categorie, per la decisione del Governo di “declassare” il Fvg a zona arancione. «Ancora una volta il Governo non ha tenuto conto degli sforzi di ristoratori e pubblici esercizi con un intervento che mortifica anche la programmazione di imprenditori che nel fine settimana avevano fatto gli ordini di merce che resterà invenduta», così Giovanni Da Pozzo, presidente regionale di Confcommercio.

Il passeggio alla zona arancione è «l’ennesimo provvedimento che aggiunge confusione a confusione e lascia nella totale incertezza gli operatori economici». Un quadro «allarmante – prosegue Da Pozzo – per tutto il sistema del terziario. Inevitabilmente, anche il commercio risulterà pesantemente penalizzato, per quanto sia opportuno tener presente che le restrizioni agli spostamenti intercomunali in entrata o in uscita sono derogabili anche per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi, e quindi per acquistare beni non disponibili nel comune di residenza».

La situazione, aggiunge il presidente della Confcommercio Fvg, «è certamente difficile per la ripresa del contagio e i carichi sul sistema sanitario, ma ci troviamo davanti a un governo che non ha saputo organizzarsi per tempo di fronte a una prevedibile seconda ondata e che con interventi “spezzatino”, frutto di un’analisi dei dati da parte del comitato degli esperti che rimane misteriosa, sembra aver perso completamento il controllo della situazione. Ferma restando la necessità di porre un freno alla diffusione del virus, si rendono ancora più urgenti ulteriori stanziamenti statali per contenere almeno in parte il drammatico crollo del fatturato che interessa decine di migliaia di imprese in regione».

Dello stesso tenore anche il commento di Marco Zoratti, vice presidente regionale di Confesercenti: «Con grande rammarico, apprendiamo che il Friuli Venezia Giulia è diventato zona arancione. Gli sforzi e le iniziative presi dalla Regione per evitare questo declassamento non hanno sortito i risultati sperati. Purtroppo i pubblici esercizi: bar, ristoranti, osterie, caffetterie etc sono nuovamente i più colpiti. Vigileremo a questo punto sulle tempistiche dei ristori, auspicando che i versamenti avvengano in tempo breve, così come promesso dal Governo e dalla Regione. Dal canto nostro abbiamo già iniziato lo screening per valutare la buona gestione dei versamenti a favore delle aziende. Detto questo, mi sento di fare un appello ai colleghi commercianti ed esercenti: Non molliamo proprio ora, ma teniamo duro per ripartire quando avremo domato il coronavirus».

Sulle nuove regole in vigore da domenica Confcommercio Fvg ha inoltre chiarito che servizi e negozi quali quelli di abbigliamento, arredamento, autoveicoli o altri generi non alimentari di particolare specializzazione possono essere raggiunti in comuni diversi da quello di residenza (privi di quel tipo di offerta), motivando tale necessità e precisando il luogo da raggiungere. La sospensione delle attività riguarda esclusivamente i servizi di ristorazione e pubblico esercizio (salvo le deroghe espressamente previste: asporto e delivery) ed esclude le attività di commercio al dettaglio che continuano a svolgere regolarmente il proprio servizio durante la settimana ad eccezione delle chiusure del sabato (media e grande distribuzione) e della domenica (anche i negozi di vicinato). In ogni caso, nei giorni prefestivi e festivi rimangono aperte farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. Relativamente ai distributori di carburanti l’attività è consentita con le normali modalità.

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