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Cronaca

Dall’Ordine del Medici di Udine l’appello ai cittadini: serve responsabilità

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UDINE – Il Coronavirus SARS-COV-2, responsabile dell’insorgenza della COVID-2 (COrona VIrus Disease-2) esiste, si diffonde tra la popolazione, va dove noi lo portiamo, predilige gli assembramenti e le zone affollate, infetta tutti senza distinzione alcuna, può passare inosservato nei cosiddetti portatori asintomatici, può provocare segni e sintomi lievi, gravi, gravissimi ed infine la morte specie dei soggetti fragili secondo la sua logica, non la nostra.

Per il virus in questione il soggetto più esposto è sicuramente quello che noi definiamo fragile (anziano e/o polipatologico) ma lo sono anche quelli che noi riteniamo sani, precisa il Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, Maurizio Rocco. Tutti sottostiamo alle sue decisioni che non sono conseguenza di ragionamenti ma applicazioni meccaniche di reazioni biochimiche. Siamo in balia di una piccolissima, invisibile “scatola di proteine” contenente un RNA che ha la sola finalità di replicarsi. Per ora non abbiamo nessuna arma efficace contro di lui. Possiamo solo porre in atto misure di contenimento dell’infezione e misure terapeutiche palliative, nella speranza che la “fibra“ del soggetto infettato faccia la sua parte.

I numeri indicativi della diffusione e virulenza del Covid sono attualmente in incremento costante (Rt 1,7 cioè tasso di diffusione dopo aver messo in atto misure di contenimento) ed è ormai certo che seguano una curva esponenziale (cioè per piccole variazioni vi sono grandi effetti nocivi) e questo non può essere messo in discussione. Si può a lungo discutere su come vengono ottenuti i dati e sul loro significato. Ma una cosa certa: i numeri non mentono, la curva dei contagi è in costante incremento. Sono pertanto in crescita i contagiati e gli ammalati che possono essere asintomatici o presentare, sintomi lievi, medi, gravi, gravissimi e addirittura morire.

La politica deve prendere rapidamente decisioni importanti e definitive cercando di far coincidere salute ed economia sapendo di avere a disposizione un sistema sanitario che sta mostrando ora il tragico effetto di mancate programmazioni nazionali e regionali dei fabbisogni formativi di specialisti, dei tagli lineari, della mancata riorganizzazione della medicina territoriale, continua il Presidente Rocco. Il sistema sanitario è sotto pressione come mai in passato. Il personale sanitario è esposto, numericamente limitato e privo per ora di armi efficaci. Opera con abnegazione in situazioni di carenza nella speranza di non dover mai porre in atto la drammatica decisione di chi curare e chi lasciar morire.

Quindi ormai è palese, perché sostenuto da dati oggettivi, che la lotta al coronavirus si gioca tutta sui comportamenti individuali tesi alla riduzione della sua diffusione. A nulla servono le polemiche, i distinguo, le sottolineature, le argomentazioni, le teorie varie, gli scambi di opinioni sui social media, le accuse di allarmismo rivolte ai medici ed al personale sanitario che di questa situazione hanno il riscontro diretto giornaliero.

Bisogna comprendere appieno, che la lotta al COVID-19 si basa sul senso di responsabilità di tutti nell’evitare assembramenti e nell’assumere comportamenti virtuosi di adesione alle disposizioni impartite dai vari DPCM, giungendo perfino a considerare e porre in atto la clausura personale ( il noto lockdown) come volontaria ed autonoma decisione del singolo, per il bene della collettività e per la tenuta del nostro sistema sanitario pubblico e solidaristico e per il dovuto rispetto a medici, infermieri ed operatori sanitari che operano sul campo, in prima linea per contrastare gli effetti di questa terribile pandemia. Fare oggi questo sacrificio, può significare per molte persone la garanzia di ottenere la cura più adeguata possibile, la guarigione, la tenuta del sistema sanitario. Per tutti, giovani o anziani, non ci dovrebbero essere nella semplice frase “restate a casa” parti che non si comprendono, che non si vogliono comprendere o che si finge di non comprendere favorendo la diffusione del virus ed il definitivo collasso del sistema sanitario.

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