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Cronaca

Le imprese del trasporto persone a rischio desertificazione: perdine fino al 90%

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UDINE – La mazzata arriva dal Dpcm del 13 ottobre, che vieta le gite d’istruzione cancellando così l’unica possibilità di continuare a lavorare rimasta alle imprese artigiane del trasporto persone. Imprese che dall’inizio del lockdown a oggi sono tra quelle che hanno maggiormente pagato il prezzo della pandemia.

Dopo aver ripreso un po’ d’ossigeno durante i mesi estivi, con l’aumento dei contagi e la nuova stretta imposta dal Governo, le aziende artigiane del trasporto pubblico – oltre 50 in Fvg – si ritrovano ancora una volta senza lavoro. E se alla prima sono riuscite a resistere, stringendo i denti, dando fondo ai risparmi, chiedendo prestiti, alla seconda rischiano di soccombere. A meno di un intervento della Regione, sulla scorta di quanto già fatto da altri, vedasi l’Emilia Romagna.

«Vediamo correre sulle nostre strade, in Fvg come nel resto del Paese – denuncia il capogruppo della categoria di Confartigianato Fvg, Rudi D’Orlando –  autobus del trasporto pubblico locale pieni. Riceviamo ormai quotidianamente segnalazioni di mezzi stracolmi, spesso con studenti costretti a restare in piedi e questa situazione non è tollerabile. Anzitutto per ragioni sanitarie, perché il contatto così ravvicinato rischia di vanificare tutti gli sforzi di contenimento del virus che vengono fatti fuori, in primis a scuola, e poi per noi, che potremmo fare la nostra parte e siamo invece costretti alla finestra».

Da qui la richiesta di D’Orlando, sposata pure dal suo omologo in Confartigianato-Imprese Udine, Stefano Felice, alla giunta Fvg: «Considerata la gravità del momento, la necessità di diluire il numero di utenti su altri mezzi per evitare il sovraffollamento di quelli pubblici e ancora il rischio di cancellazione di un intero settore dell’economia Fvg qual è quello del trasporto persone, chiediamo al governatore Fedriga e all’assessore ai trasporti Graziano Pizzimenti di prendere in considerazione la strada intrapresa da da altre regioni, come l’Emilia Romagna, che hanno proceduto a integrare il contratto di servizio del Tpl coinvolgendo per l’anno in corso le imprese artigiane. Ribadiamo a questo proposito la nostra immediata disponibilità».

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