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Cronaca

Roberti replica a Serracchiani: «La smetta di pontificare. Poteva fare quando era governatrice del Fvg»

Per l’assessore regionale, la deputata ha lasciato in eredità 5.000 richiedenti asilo in Friuli Venezia Giulia

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L'assessore regionale, Pierpaolo Roberti

UDINE – “Serracchiani la smetta di pontificare da Roma su come andrebbe gestita l’emergenza immigrazione in Friuli Venezia Giulia: se, nel corso del suo mandato da presidente della Regione, avesse fornito risposte adeguate al problema, oggi non ci troveremmo in queste condizioni”. Lo afferma l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, in risposta alle dichiarazioni dell’ex presidente della Regione in materia di immigrazione.

Quanto all’impegno dell’amministrazione regionale, Roberti ricorda i 7 milioni di euro erogati ai Comuni per affrontare l’emergenza dei minori non accompagnati, i 40 dipendenti assegnati alla Corte d’Appello per accelerare le pratiche relative ai richiedenti asilo e l’installazione di un impianto di videosorveglianza alla Cavarzerani: “tre esempi, ma se ne potrebbero fare a decine, di come la Regione sia intervenuta in modo estremamente concreto per arginare il problema dell’immigrazione clandestina in Friuli Venezia Giulia, spesso facendosi carico di oneri non di propria diretta competenza pur stare al fianco dei sindaci e, più in generale, della nostra comunità”.

“In cambio – sottolinea l’assessore – il Governo si è dimostrato molto presente quando si è trattato di impugnare le nostre leggi, ma al contempo non ha fornito alcuna risposta credibile sul tema immigrazione.”

“Quanto a Serracchiani – prosegue Roberti – basta ricordare cosa ci ha lasciato in eredità: 5.000 richiedenti asilo in Friuli Venezia Giulia, l’occupazione del Silos a Trieste e di galleria Bombi a Gorizia e, non ultima, la Cavarzerani di Udine con oltre mille clandestini. Risultati – ironizza l’assessore – di tutto rispetto, alla luce dei quali ha preferito non ricandidarsi e optare per un comodo seggio al Parlamento, garantitole dai voti dei cittadini calabresi”.

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