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Cultura

La musica sospesa di D’Eusanio e Daris incanta la Rocca

A Monfalcone penultimo appuntamento della rassegna etno-jazz in una cornice mozzafiato

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foto: Andrea Ferletic

MONFALCONE – Due Maestri, altrettanti strumenti, una cornice unica, il panorama sull’intero golfo, borino che rinfresca, un tramonto a nord-est che non ha bisogno di ulteriori riferimenti artistici: si chiama Terra Sospesa, la rassegna etno-jazz curata (e suonata) da Simone D’Eusanio e che sabato 8 agosto lo ha visto protagonista assieme a Roberto Daris per una serata che i fortunati presenti non vedranno certo l’ora di raccontare.

Violino e fisarmonica, un incastro sonoro difficilmente eguagliabile per un caleidoscopio musicale che spazierà dai Balcani alla Terra del Fuoco, raffinato, accessibile, mai stucchevole. Besame mucho è l’intro. Poi i nostri due ci spiegano che la performance sarà suddivisa in tre parti. La prima è una dedica ad Astor Piazzolla: scivolano le note di Oblivion prima, Libertango poi.

Sette ottavi e nove ottavi: Argentina chiama ex Jugoslavia in tempi dispari. Un aneddoto squisito che ci racconta il fisarmonicista: <<mio padre ha conosciuto questa musica in Macedonia, allorché era usanza attaccare i dinari sulla fronte dei musicisti zingari a mo’ di mancia… con la saliva!>> Provate solo ad immaginare oggi la scena.

Nessuna amplificazione. Gli strumenti che suonano come dovrebbero suonare. Si vira in direzione di matrice arabo-balcanica in quel crogiolo di culture dove tutto si mescola e passato e presente non hanno più ragion d’esistere. Mesecina, Kusturica arrangiamenti Bregovic. E poi Ederlezi, struggente con l’acuto del violino ad empatica sofferenza popolare: pelle d’oca. Il viaggio prosegue: spezzone di musiche rumene, la Danza del Balaton, L’allodola di Grigoraş Dinicu è da brividi laddove il padrone di casa al violino si – e soprattutto ci – esalta. Anche qui risulta molto chiaro che il sigg. Bregovic ci abbia attinto a piene mani per Kalashnikov!

Intanto il sole è sceso e ci avviamo verso la fine,  <<rimangono ancora 14 pezzi al nostro repertorio>> intercalano i protagonisti, per una gradita ilarità generale.

Il gran finale: Brahms, danza ungherese numero cinque e numero sei, come si scandirebbe al concerto di Capodanno. La ciarda di Monti, bis. Bis del bis con Bitola, altro pezzo applauditissimo.

Roberto Daris, che ricorda in maniere impressionante Mike Oldfield (aprire il libro a pagina fisiognomica della musica) invita il compagno di viaggio ad un ultimo sforzo, ricordando che il M.o D’Eusanio di recente ha cantato niente meno che il Requiem di Mozart in quel di Aquileia. Appuntamento declinato e rinviato improbabilmente a qualche ora più tardi in qualche osteria del centro. Appuntamento fissato e da segnarsi in agenda invece quello di sabato 22 agosto per l’ultimo dei concerti della rassegna: questa volta Simone D’Eusanio duetterà con un’altra fisarmonica: quella di Alexander Ipavec

Prenotazione obbligatoria al tel. 3346000121 e via mail a booking@comune.monfalcone.go.it. Molto suggestivo anche il tragitto, anche questo gratuito, con il Rocca-Bus.

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