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Cultura

Doppio progetto site specific a Fagagna per “Art Tal Ort”

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FAGAGNA – A Fagagna è tutto pronto per l’11^ edizione di Art Tal Ort (8 e 9 agosto), festival multidisciplinare organizzato da Felici ma furlans (parte della rete culturale Intersezioni) grazie al Comune di Fagagna, alla Regione Fvg, PromoturismoFVG, Fondazione Friuli, alla Comunità collinare e agli sponsor privati. Un appuntamento che, come di consueto, saprà stupire il pubblico grazie a scelte artistiche che mantengono una chiave di lettura del contemporaneo sagace e fuori dagli schemi, fondendo ricerca rigorosa e leggerezza interpretativa. Ecco allora che accanto all’allegria e all’irriverenza dei molti gruppi in concerto, ci sarà uno spazio interamente dedicato alle arti visive con l’intervento di due artisti che proporranno i loro lavori site specific: «Le modalità e i procedimenti saranno diversi – hanno spiegato gli organizzatori – ma entrambi i lavori vogliono dare un messaggio forte al pubblico. Sono due progetti che altrettante realtà del territorio, Servi di Scena/MateâriuM (per Omissis di Guglielmo Manenti) e Creaa (per “Works fall true” dell’artista Ryts Monet), hanno voluto realizzare per Art Tal Ort».

WORKS FALL TRUE – Ryts Monet, all’anagrafe Enricomaria De Napoli, torna nel Friuli che lo ha cresciuto (ha vissuto a Lignano fino ai 20 anni) con “Works fall true”, un lavoro site specific realizzato in esclusiva per Art Tal Ort, la cui chiave di lettura è strettamente connessa all’emergenza sanitaria che sta coinvolgendo il mondo. Ryts Monet oggi vive e lavora tra Venezia (dove ha studiato, allo IUAV) e Vienna. Nel 2019 è stato selezionato come artista in residenza da diverse istituzioni che si occupano di arte contemporanea in Azerbaigian, in Giappone e Ungheria. Già prima ha ricevuto molti riconoscimenti, fra cui il Premio Celeste (2013). Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali oltre che in Italia e in Austria, anche in altri Paesi europei (Belgio, Germania, Olanda) e extra europei (Albania, Egitto, Stati Uniti). L’installazione a neon, (realizzata grazie alla collaborazione con la friulana Neon Arco) che vivrà per i soli due giorni della kermesse, avrà peraltro una particolarità, non sarà sempre uguale, ma cambierà assieme al ciclo del sole: alla luce ne avremo una prima versione, con il calar della notte, una seconda. Cosa significa riflettere sulla condizione dei lavoratori nel 2020, nell’epoca Covid? Da questa domanda è partita la meditazione dell’artista. «Nel marzo 2020 Ryts Monet è a Vienna, dove vive e lavora, impossibilitato a raggiungere l’Italia, con tutte le incertezze lavorative di un libero professionista. Osservatore e attore involontario di un momento storico che determina un cambiamento epocale per la nostra civiltà», spiega la curatrice, Elena Tammaro di Creea. A Fagagna, «facendo cadere, una a una le lettere della frase “workers from the world unite!”, tradotta in inglese in accordanza con uno sguardo culturalmente eurocentrico, affiora un nuovo significato (works fall – true!) ambivalente (i lavori crollano davvero. / le opere si realizzano). Il messaggio dell’artista vuole essere un monito, ma anche una speranza». Oggi stiamo costruendo il domani, dobbiamo solo capire e decidere se essere protagonisti o burattini del futuro.

OMISSIS – Il progetto Omissis ha l’obiettivo di interagire con con il patrimonio culturale e storico del territorio attraverso il “completamento” di dipinti e affreschi deteriorati, presenti in edifici sacri divenuti marginali. Durante l’edizione 2020 di Art tal Ort un gruppo di artisti visivi e di narratori interagiranno con le opere presenti all’interno della Chiesa di San Michele e con la storia della Comunità di Fagagna. All’interno della Chiesa, ubicata sulla sommità della collina, tra le rovine del Castello, verranno realizzate delle opere pittoriche (pale d’altare, icone, …) e delle installazioni (figure sagomate, dipinti interattivi, …) ideate dal Maestro Guglielmo Manenti che avranno il compito di dare voce allo spazio sacro e alla storia della comunità ospitante, andando soprattutto ad indagare i tasselli mancanti o incompleti (Omissis) presenti nell’edificio e nel contesto circostante. I visitatori potranno accedere al tempio per osservare le opere, attraverso una visita guidata individuale o per piccoli gruppi; il percorso all’interno della Chiesa verrà curato dai performer di Servi di Scena/MateâriuM che presenteranno al pubblico il processo creativo, le allegorie e le tematiche presenti all’interno di ciascuna opera, lasciando sempre e comunque spazio a nuovi spazi di interpretazione (Omissis).

Qui tutti i dettagli e gli altri eventi in programma.

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