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Cronaca

Nuovo anno accademico: il rettore Pinton spiega come si riparte

Didattica in presenza e online, agevolazioni per gli studenti, nuove regole per la mobilità internazionale

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UDINE – L’università di Udine è pronta per affrontare la cosiddetta fase 3. A partire da settembre ci saranno molte novità e un piano di azione che si pone l’obiettivo di riportare gli studenti in aula e di potenziare tutte le attività utili alla loro carriera accademica: dagli eventi di orientamento alle attività di tutorato, dal job placement alla ripresa della mobilità internazionale. Nuovi spazi per studiare, biblioteche e supporto online per ogni attività accompagneranno la ripartenza in totale sicurezza. Il rettore Roberto Pinton ha tracciato le nuove linee durante una conferenza stampa, in cui è stato fatto anche il bilancio molto positivo delle attività realizzate durante i 5 mesi di emergenza e alle quali gli studenti hanno risposto con un gradimento che supera il 70%.

COSA È STATO FATTO. Tantissime le attività svolte durante i cinque mesi di emergenza. La didattica a distanza è stata garantita per 1061 (pari al 98%) degli insegnamenti previsti nel secondo periodo didattico, per un totale di 44.700 ore. Da febbraio a fine luglio sono stati sostenuti circa 35 mila esami per i corsi di laurea magistrale, triennali, a ciclo unico, oltre che per corsi singoli, master e mobilità incoming. Sono oltre 1700 i laureati triennali e magistrali sempre nello stesso periodo. Al momento del lockdown, c’erano 238 studenti in mobilità all’estero. Sono stati istituiti canali di comunicazione specifici tramite il sito web, le mail e WhatsApp, tenuti contatti costanti con Crui e Ministero, cancellate le nuove partenze sia per studio sia per tirocinio e tesi. Il 62% degli studenti che erano all’estero ha deciso di rimanere nel Paese ospitante, mentre sono rientrati tutti gli studenti che si trovavano al di fuori dell’Unione Europea e quelli che svolgevano mobilità brevi per tirocinio o tesi e che avrebbero potuto proseguire le attività online. L’ateneo ha previsto di rimborsare tutte le spese aggiuntive legate alle interruzioni delle mobilità a causa dell’emergenza. Il 90% degli studenti che erano presenti a Udine sono invece rientrati nei loro Paesi di origine.
Inoltre, durante questi mesi circa 450 dipendenti tecnici e amministrativi hanno lavorato in smart working, garantendo il presidio di tutte le attività e potenziando i servizi agli studenti con 1.300 interventi di assistenza alla didattica online, 16 incontri di gruppo per supporto psicologico, 2.500 criticità risolte su Facebook. Dal 25 maggio sono ripartiti, a distanza o in presenza, 330 tirocini. Sono state avviate numerose attività rivolte al mondo del lavoro, come ad esempio le iniziative “Aspettando i mercoledì del placement” e “Aziende in cattedra”, che hanno coinvolto 18 aziende, hanno garantito 1.600 colloqui di lavoro e sono state seguite sui social da quasi 8 mila persone. Ogni lunedì e giovedì l’ateneo ha proposto, in diretta Instagram, “Un caffè con il prof.” che ha coinvolto rettore e delegati di settore e di area su temi relativi ai servizi agli studenti e riflessioni sulla situazione contingente. Un positivo riscontro hanno ottenuto i 16 incontri settimanali, guidati dagli psicologi dell’Ateneo, per affrontare le dinamiche relazionali con gli studenti ai tempi del Covid.

LA DIDATTICA ONLINE E’ STATA PROMOSSA DAGLI STUDENTI. Su 13.512 questionari compilati, con un tasso di risposta dell’89%, il 70% degli studenti si è detto soddisfatto delle attività di didattica online. Il 51% degli studenti ha in particolare apprezzato la possibilità di disporre delle lezioni registrate; il 36% ha evidenziato difficoltà di connessione. Al termine dell’esperienza, il 43% degli iscritti dichiara di preferire la didattica in presenza, altrettanti auspicano quella ibrida e solo il 14% chiede esclusivamente l’online. Dall’indagine è poi emerso che il 34% degli studenti prevede di raggiungere l’università il prossimo anno accademico in auto, a seguire treno (25%), autobus (17%) e la bicicletta il 9%. Il 13% raggiungerà invece le sedi a piedi.

I NUMERI DELLA RICERCA. Sono stati emanati 68 bandi per assegni di ricerca, per i quali sono pervenute 145 domande e sono stati stipulati 88 contratti. Tra marzo e aprile 75 studenti hanno conseguito il titolo di dottore di ricerca, coinvolgendo 31commissioni d’esame finale. Per l’Anno Accademico 20/21 sono stati accreditati 9 corsi di dottorato, con una disponibilità complessiva di 72 posti, per i quali sono pervenute 556 domande. Nel primo semestre del 2020 sono state presentate 85 proposte di partecipazione a bandi competitivi (contro 77 nel 2019). Sono stati proposti 32 progetti sul bando FISR – COVID 19 (tutti i dipartimenti coinvolti), 24 dei quali nel ruolo di leader (principali investigator).

IL NUOVO ANNO ACCADEMICO. Il Piano per la ripresa della didattica tiene conto di tre principi di base. La massimizzazione della ripresa delle attività in presenza condizionata è vincolata al distanziamento sociale, al principio di precauzione e alla pronta capacità di intercettare eventuali focolai e di procedere al tempestivo tracciamento della catena di contatti. L’adeguamento delle sedi accademiche prevede 5 azioni: sanificazioni periodiche, installazione di termoscanner e termometri in tutte le sedi, dispenser con disinfettante, installazione di protezioni di plexiglas in tutti gli sportelli aperti al pubblico e potenziamento dei servizi informatici. Il lavoro per riorganizzare la didattica nella cosiddetta fase 3, seppur tra numerosi vincoli e variabili esogene, prevederà una modalità ibrida. L’obiettivo dell’ateneo è di ripartire con almeno due giorni alla settimana di didattica in presenza, garantendo in parallelo la didattica online. L’ateneo accoglierà in aula il maggior numero di studenti in condizioni di sicurezza. Per le prove d’esame della sessione autunnale si manterrà, fatti salvi casi particolari, la modalità a distanza. “La volontà è di riprendere la didattica frontale e ridare vita alle sedi universitarie quale luogo di incontro della comunità accademica – sottolinea il rettore Roberto Pinton -. Il nostro obiettivo e il nostro impegno di questi mesi e delle prossime settimane è di assicurare a tutti gli studenti che desiderano seguire le lezioni in presenza, di poterlo fare. Nel contempo, non dimenticando che siamo ancora in una fase di emergenza, ci stiamo organizzando affinché venga assicurata la possibilità di seguire le lezioni a distanza. Ecco perché stiamo operando per potenziare ulteriormente le dotazioni e i servizi informatici d’ateneo. Nessuno deve rimanere indietro”.

STUDIARE A UDINE E ALL’ESTERO. Da settembre riapriranno le aule studio, i servizi bibliotecari con accesso su prenotazione; aumenteranno gli sportelli aperti in presenza, sarà potenziato il tutorato didattico per i corsi online e ripartirà la mobilità internazionale. Anche se il nuovo bando Erasmus ha visto una prevedibile flessione delle domande presentate si sta lavorando a nuove convenzioni, consolidando i rapporti con gli atenei esteri corrispondenti e semplificando le procedure per gli studenti incoming.

LE ISCRIZIONI. L’ateneo ha digitalizzato tutta la procedura di iscrizione e realizzato un servizio di assistenza per la compilazione della domanda di iscrizione. Sono già 353 gli studenti che si sono giovati delle attività di supporto e di illustrazione delle procedure di immatricolazione su Teams.

LE TASSE E I BONUS. L’ateneo ha definito un livello di tasse tale da favorire l’accesso con una quota di esonero per chi ha un Isee fino a 23mila euro e requisiti di reddito minimo per gli anni successivi all’iscrizione. Ci saranno riduzioni progressive fino a 60mila euro di Isee. L’ateneo ha istituito un fondo straordinario per gli studenti con sopravvenute difficoltà economiche familiari che non possano accedere ai benefici per il diritto allo studio. Inoltre, ha previsto la distribuzione di 3.000 schede Sim da 100 gigabyte al mese per gli studenti, 1000 bonus per attrezzature informatiche e il potenziamento dei premi per i migliori laureati.

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