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Cronaca

Recupero dell’ex macello: al via lavori per 2,8 milioni di euro

Saranno realizzate sale espositive per mostre permanenti disposte sui due piani dell’edificio identificato con il n. 22, la biblioteca (edificio 21) e i servizi per il pubblico (edifici 17, 18 e 19)

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UDINE – Lunedì mattina il vicesindaco e assessore al Lavori pubblici Loris Michelini, accompagnato dal Rup Lorenzo Agostini e dal direttore dei Lavori Enrico Beltrame, ha effettuato un sopralluogo nel complesso dell’ex macello di via Sabbadini in vista dell’inizio della nuova fase dei lavori che porteranno al recupero dell’area. Presenti all’incontro anche i rappresentanti della ditta Edilcido s.r.l. di Villaricca (Napoli) che si è aggiudicata l’appalto per 2.898.954,53 euro (più Iva) in forza del ribasso offerto sul prezzo posto a base di gara pari al 21,44%. Il 10 giugno scorso si è proceduto alla formale consegna dei lavori mentre il contratto è stato stipulato il giorno 26 giugno e lunedì 6 luglio, si è dato avvio alle operazioni di cantiere che dureranno 380 giorni. 

I lavori consisteranno nella realizzazione delle sale espositive per mostre permanenti disposte sui due piani dell’edificio identificato con il n. 22, la biblioteca (edificio 21) e i servizi per il pubblico (edifici 17, 18 e 19) oltre alla centrale tecnologica in vano a parte e i sottoservizi esterni. È anche prevista la realizzazione di un impianto a pompa di calore geotermica per la produzione del calore e gli edifici saranno certificati secondo il protocollo CasaClima R. La superficie utile complessiva degli edifici interessati dall’intervento è di circa 1.430 mq. Al 2001 risale la suddivisione in due lotti a causa della mancanza di risorse, mentre nel 2015 si è deciso di collocare qui la sede del Museo di Storia Naturale. Il progetto iniziale è stato quindi modificato ed è stato necessario sottoscrivere una nuova autorizzazione. Nello specifico si interverrà sugli edifici indicati nella planimetria in allegato come 18, 19, 21 e 22.

Nel progetto espositivo, i due edifici principali destinati all’esposizione (22 e 23) sono collegati da un corridoio (17) sfruttabile anche come parte espositiva (sia temporanea che sulla storia del museo). L’edificio 22 (circa 800 mq) si svilupperà su due piani ed è dedicato alla biodiversità del Friuli. L’edificio 23 (circa 600 mq) sarà dedicato all’evoluzione geologica del territorio con la sua ricca documentazione fossile, fino ai primi insediamenti umani. Lo stabile indicato con numero 18 potrà essere dedicato alle importanti Collezioni Storiche e ai principali personaggi legati a questa istituzione. In questa parte ci sarà eventualmente spazio anche per reperti particolarmente significativi per la storia dell’istituto (ad es. testa di elefante catturato da Italo Balbo, etc..). Gli edifici 20 e 21 sono rispettivamente dedicati a mostre temporanee e biblioteca.

“L’area dell’ex macello – ha commentato a margine del sopralluogo il vicesindaco Michelini – è rimasta dismessa per decenni e anche negli ultimi anni i lavori del museo si sono limitati all’apertura mentre molti degli gli edifici circostanti sono stati lasciati in completo stato di abbandono. Ora, sia con i lavori di oggi sia con il recupero del nuovo parcheggio e con la rimessa a nuovo del secondo lotto, il Museo di Storia Naturale rinasce e l’intero quartiere acquisterà nuova vita. Non va infatti dimenticato che alcuni stabili sono stati negli anni scorsi oggetto di occupazioni abusive, cosa che ha contribuito ad aumentare lo stato di degrado del comprensorio. Nel frattempo cercheremo anche di progettare il recupero dell’ex sede della Croce rossa italiana”.

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