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Cultura

L’arte non convenzionale che abita gli spazi urbani fa rete: nasce “Intersezioni”

La rete è formata da 6 festival, organizzati da 5 realtà culturali del Fvg. Il programma nel complesso prevede il coinvolgimento di 21 Comuni per un totale di oltre 100 spettacoli che si svolgeranno nell’arco di circa 2 mesi

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UDINE – Il proverbio dice: “L’unione fa la forza”. Nel caso di “Intersezioni” possiamo dire che è davvero così! L’idea di questa rete di festival di arte e spettacolo dal vivo era già nell’aria da tempo. Arearea, Circo all’inCirca, Felici ma Furlans, Puntozero, Quarantasettezeroquattro ci stavano lavorando da un bel po’, da oltre un anno. La pandemia non li ha fermati, anzi, ha consentito loro di affrontare questo pazzo 2020 con la forza che solo l’unione d’intenti può dare.

LO SGUARDO AL FUTURO – Grazie a quest’alleanza hanno potuto vivere con ottimismo i mesi di chiusura forzata dell’intero Paese, pur trovandosi loro malgrado di fronte alla necessità di rivedere la programmazione dei loro festival (già in calendario), di trovare nuove strategie per continuare a esserci e portare la loro arte sul territorio regionale: «Avremmo potuto mollare – hanno raccontato i membri della rete -. L’emergenza Covid-19 ha messo a dura prova il comparto dell’arte e dello spettacolo nel nostro Paese e noi non facciamo eccezione. Però, abbiamo deciso di guardare lontano, al domani, e di farlo con un certo ottimismo, prendendo tutte queste difficoltà come una sfida, per trovare alternative, fare meglio e, perché no, trovare nuove idee. Il nostro sguardo è rivolto al futuro che ci attende. Quel futuro che possiamo, dobbiamo, contribuire a costruire. Abbiamo deciso di farlo insieme, forti delle nostre differenze ma anche della visione comune. Siamo sia organizzatori di eventi, che compagnie di artisti, abbiamo dunque DNA diversi, ma l’evidente necessità comune di dialogare con le persone. E mai come oggi, in una fase tanto complessa, dobbiamo continuare a parlare con i nostri pubblici e ascoltare quello che hanno da dirci».

RETE DI FESTIVAL – “Intersezioni” è dunque una rete di festival di arte e spettacolo dal vivo (danza, teatro, circo, musica, performance relazionale ed arti visive) non convenzionali che “abitano” gli spazi urbani della regione Fvg. Tutte le rassegne della rete (Areadanza, Art Tal Ort, Contaminazioni Digitali, Invisible Cities, Microfestival, Terminal) hanno una natura itinerante, si muovono in spazi diversi di una stessa città o transitano da una località all’altra, inventando ogni volta per lo spettatore una vera e propria avventura per l’occhio e la mente, grazie alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi linguaggi e pratiche artistiche. “Intersezioni” è dunque «un dispositivo che favorisce collaborazioni tra progetti pensati per un pubblico ampio, che vede nell’arte urbana una possibilità di fruizione degli spazi comuni in maniera alternativa, partecipata, collettiva», hanno spiegato.

VISIONE COMUNE – La visione è comune fra le associazioni coinvolte, a partire dalla linea artistico-culturale: spazi urbani al centro del dialogo col pubblico (la cifra distintiva di ogni scelta artistica e produttiva), che avviene attraverso i linguaggi del contemporaneo. Luoghi che dunque non sono più solo di passaggio, ma diventano centri di scambio dove poter trovare alternative valide agli stili di vita quotidiani. L’arte per loro è uno strumento di cambiamento, non solo qualcosa di bello da ammirare. Per questo, in tutti i loro festival, le residenze artistiche hanno un ruolo propulsore, offrendo la possibilità di mettere in contatto artisti di diversa provenienza, valorizzando giovani ed emergenti. Loro stessi hanno un’età media che non arriva a quarant’anni.

I FESTIVAL E LE NUOVE MODALITA’ – I festival dunque si faranno ma non saranno come il pubblico li ha conosciuti: «Nessuno stravolgimento, ma alcune cose saranno diverse. Non potrebbe essere altrimenti. Preservare la salute è importantissimo e noi daremo il nostro contributo in tal senso. Per questo i posti per gli spettacoli saranno limitati e sarà garantita la distanza di sicurezza prevista dalle norme per il contenimento del Covid-19. Sappiamo che il nostro pubblico ci aiuterà in questo. Non ci resta che dare loro appuntamento da fine luglio, fino a settembre, con i nostri festival: Areadanza (Udine 25 luglio, Venzone 1 agosto, Palmanova 2 agosto), Art Tal Ort (8 e 9 agosto, Fagagna più un’anteprima itinerante), Contaminazioni Digitali (Udine 23-24 luglio, Turriaco 30 luglio-1 agosto, Capriva del Friuli 7-8 agosto, Duino Aurisina 12-13 settembre), Invisible Cities (Gradisca d’Isonzo 3-6 settembre, anteprima a Gorizia),  Microfestival (dal 27 luglio al 2 agosto, in diversi piccoli paesi), Terminal (dal 25 al 30 agosto e Udine)».

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