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Cronaca

Regole troppo stringenti: i pendolari chiedono di allentare le prescrizioni anti-contagio

E’ essenziale risolvere il problema logistico relativo al contingentamento dei posti a bordo, rivedendo le regole del tpl che oggi disincentivano l’utilizzo del treno

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UDINE – I comitati pendolari di Fvg e Veneto uniscono le forze per chiedere alle istituzioni e ai vertici di Trenitalia di rivedere le modalità del trasporto pubblico locale, e in particolare di allentare le stringenti misure anti-contagio.

“Con il ritorno alla normalità riteniamo prioritario ‘rifidelizzare’ l’utenza, tornando nel più breve tempo possibile a una situazione pre-Covid, favorendo nuovamente la mobilità in treno, garantendo in particolare la copertura del servizio su tutte le fasce d’orario, eliminando le attuali limitazioni all’offerta, le quali risultano incompatibili con qualsivoglia ‘ripresa’ – si legge in una lettera firmata dai comitati Alto Friuli, Salzano-Robegano, San Stino di Livenza e trenibelluno.it -. Tanto più che anche il Gestore del servizio ha bisogno del ritorno dei passeggeri/utenti per far quadrare i bilanci, pesantemente colpiti dai tre mesi di lockdown che hanno causato un ingente calo dei ricavi da bigliettazione, componente quest’ultima che unita ai corrispettivi dei contratti di servizi, garantisce la copertura dei costi del servizio e il mantenimento degli standard di qualità. A tal fine è essenziale risolvere il problema logistico relativo al contingentamento dei posti a bordo, rivedendo le regole del tpl che oggi disincentivano l’utilizzo del treno e che rischiano di far implodere il sistema non appena riapriranno scuole ed università. Per questi motivi siamo convinti che si debba tornare da subito a far viaggiare i treni con la normale capienza e composizione, abbandonando protocolli superati e forieri unicamente di costi per il Gestore e disagi per gli Utenti; se infatti verranno confermati gli attuali protocolli che prevedono composizioni potenziate o raddoppiate, vista la mancanza di materiale rotabile a disposizione, Trenitalia difficilmente potrà garantire il ritorno ad un’offerta normale pre-Covid”.

“In considerazione dei confortanti dati sanitari – aggiungono i pendolari – chiediamo pertanto che si proceda all’implementazione delle corse in maniera da garantire la copertura di tutte le fasce d’orario, ipotizzando il ritorno alla piena normalità del programma d’esercizio per l’inizio di luglio, ripristinando la capacità originaria dei treni, senza contingentamento dei posti; Resta fermo che in mancanza del distanziamento sociale la sicurezza dei passeggeri sarà garantita dall’obbligatorietà della mascherina. Se è infatti ammesso viaggiare in auto tra non conviventi con la mascherina, ci domandiamo perché non si possa farlo anche in treno. Riteniamo inoltre che siamo di fronte a una grande occasione di rilancio del treno non solo come mezzo di trasporto per i Pendolari, ma soprattutto in ambito turistico, per favorire quella ripresa del comparto per ora promossa solo a parole da media e Istituzioni. La rideterminazione dei protocolli nell’utilizzo dei posti a sedere sui convogli e in generale l’implementazione delle corse vanno senza dubbio ad incoraggiare la ripresa del movimento turistico interno, che potrebbe vedere proprio nel treno uno dei mezzi più utilizzati per scoprire le bellezze del nostro Territorio, dalle città d’arte, ai borghi antichi alle ciclabili. Con questo spirito – concludono – chiediamo che si valuti di attivare nell’offerta estiva un potenziamento di alcuni servizi, soprattutto lungo quelle linee aventi una forte o potenziale vocazione turistica”.