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Cronaca

“Bambini al centro del nuovo inizio”: un gruppo di mamme scrive a Fedriga

I bambini così piccoli hanno sofferto l’isolamento di questi 2 mesi

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UDINE – “Siamo un gruppo di genitori della provincia di Udine: i nostri bambini, della fascia 0-6 anni, non vanno all’asilo dal 21 febbraio scorso a causa del Covid-19”. Comincia così la lettera che un gruppo di mamme ha voluto scrivere al governatore Fvg Massimiliano Fedriga, chiedendo “uno sforzo in più, un nuovo impegno come governatore in difesa dei cittadini più piccoli di questa Regione e dell’Italia: i bambini. Le chiediamo – continua la missiva – di sollecitare il governo nazionale e in particolare il ministero dell’Istruzione affinché redigano e comunichino prima possibile le linee guida e i protocolli sanitari definitivi per la gestione dei servizi per l’infanzia”.

Bene le chiusure, ma ora si riparta

“Asili e scuole sono stati giustamente chiusi per tutelare la salute, abbassare il rischio di contagio e cercare di fronteggiare un’emergenza sanitaria che ha sconvolto l’intero Paese – aggiungono i genitori dei nidi Ghirigoro e Filippo Renati di Udine -. Nelle ultime settimane abbiamo seguito il Suo impegno per la nostra Regione che, grazie a numeri sempre più confortanti, si avvia a una quasi completa riapertura delle attività. È un grande risultato per una terra come la nostra, abituata da sempre al lavoro, alla dedizione e al rispetto delle regole, una “comunità coesa” come Lei ci ha definito recentemente sul Corriere della Sera. Solo con regole chiare e definite le Regioni, i Comuni e gli enti gestori che gestiscono questi servizi fondamentali per le comunità potranno capire se ci sono le condizioni economiche, logistiche e strutturali per aprire in sicurezza già a giugno come auspichiamo o a settembre come obiettivo irrinunciabile. Ne hanno assoluto bisogno i bambini e ne hanno bisogno le famiglie”.

I bambini piccoli hanno sofferto l’isolamento

“I bambini così piccoli – si legge ancora nella lettera – hanno sofferto l’isolamento di questi 2 mesi dimostrando una grande resilienza, ma adesso hanno necessità di tornare negli asili, di stare insieme ai propri coetanei, di imparare dall’emulazione, di confrontarsi con il mondo esterno in ambienti protetti. La scuola, sia essa sui banchi o negli asili, deve essere un fattore fondamentale per la ripartenza, esattamente come lo sono le fabbriche, le attività commerciali, il turismo: non considerare le esigenze dei bambini significa guardare al nostro futuro bendati. E soprattutto significa lasciare ancora il carico della gestione dei bambini tutto addosso alle famiglie, alle donne in particolare, con il rischio che debbano scegliere tra lavoro e figli. Siamo sicuri che Lei capirà le nostre preoccupazioni. Noi confidiamo che la nostra Regione possa diventare ancora una volta modello di efficienza e sensibilità, in questo caso nella gestione dei servizi dedicati a chi rappresenta il prossimo futuro di questo territorio”.

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