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Cultura

Addio ad Ezio Bosso, grande amico del Friuli-Venezia Giulia

Si è spento a 48 anni, pianista dal sempre-tutto-esaurito e direttore del Verdi di Trieste

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foto: Barbara Domenis

«Con Ezio Bosso, quattro incontri sui nostri palchi in un anno e mezzo! Quattro esauriti con un pubblico sempre affascinato, appeso alle sue note e alle sue parole, alle emozioni che un suo concerto sapeva trasmettere. Veri messaggi d’amore per la vita, del senso della vita che attraverso l’arte e la musica trova modo di esaltarsi e di superare anche le umane difficoltà e le più grandi sofferenze. C’era il lui un’energia positiva che il pubblico sentiva palpabile e stordente nella sua forza e delicatezza. La musica con lui compiva il miracolo per cui ha sempre accompagnato l’umano cammino, e che solo attraverso i suoi più grandi interpreti, come Bosso è stato, ha potuto raggiunge il punto più alto della sua parabola di bellezza. E, dopo i concerti, interminabili nottate a tavola, con il gusto della vicinanza, della condivisione di storie di vita e di musica, nel piacere di ricevere e dare autenticità e amicizia; empatie per altro non scontate, soprattutto nei rapporti di lavoro, come accaduto anche dalle nostre parti, in successive non felici esperienze. Ne parlavamo un paio di settimane fa, ipotizzando un concerto in Regione ad agosto, con la sua Orchestra Europea, che sancisse in qualche modo la liberazione di tutti noi dall’incubo che, soprattutto interiormente, ci sta opprimendo e che di certo avrà bisogno di momenti alti di condivisione e di belle emozioni comuni per essere superato. Non c’è stato il modo. Ci mancherà».

Sono le parole di Giancarlo Velliscig, patron di Euritmica, legato da grande amicizia con il musicista deceduto in data odierna. Quattro concerti in regione, quattro sold-out: no, non è cosa da tutti! E’ stato Direttore del Verdi di Trieste tra il 2017 ed il 2018, continuando a coltivare la passione per la musica fino alla fine, nonostante la malattia neurodegenerativa. Insomma, un artista amatissimo e molto legato al FVG.

Ebbene, è davvero difficile parlare nelle ore della scomparsa, di Ezio Bosso: complimenti di ogni tipo e sorta si staranno spendendo a profusione al suo capezzale, uniti a quelli del Presidente della Repubblica, il quale ne ricorda l’estro, la passione e la carica umana. Sebbene avesse acquisito anche un pubblico dalla lacrima facile, non lo cavalcava né snobbava. Perchè Bosso conquistava, oltre che con la sua immensa cultura, con sensibilità e dolcezza. Sorriso disarmante, grande esempio di stile, di umanità, di straordinaria voglia di vivere, ma sopra ogni cosa, di dignità. «Poteva apparire come una persona fragile, da aiutare, ma alla fine era lui che aiutava te».

E non possiamo far altro che ricordarlo con queste sue parole di commiato dopo il concerto del 1 agosto 2017 in quel di Villa Manin:

«Ancora una volta, attraversammo ancora stanze, attraverso la stanchezza e il dolore di una tristezza. Attraversati dall’affetto che vibra di dolcezza, affetto sonante, affetto risuonante, in un suono che si allarga e attraversa il tempo. E resta indelebile, come la nostalgia della stanza incontrata, di sorrisi, di gentilezza a cui (ormai) appartieni. Riempi per un attimo ogni pezzo mancante e come ogni attimo… lascialo infinito. Grazie Udine».

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