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Cronaca

Il Consiglio regionale approva il ddl 90. Fondi ai Comuni per il taglio delle tasse

28 milioni andranno per il sostegno alle attività produttive

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TRIESTE – Approvazione a maggioranza, da parte del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, del disegno di legge 90 “Disposizioni urgenti in materia di autonomie locali, funzione pubblica, lavoro e formazione”. I voti a favore sono stati 27 da parte di Lega, FI, FdI, Progetto FVG/Ar e Walter Zalukar (Misto), no di Furio Honsell (OpenFVG), 17 le astensioni di Pd con Ssk, M5S, Cittadini e Patto per l’Autonomia.
Con il disegno di legge 90 si rendono innanzitutto disponibili risorse già assegnate ai Comuni e che erano state vincolate a investimenti e progetti non ancora realizzati, e non realizzabili, entro il 2020. I fondi così liberati potranno essere impiegati dai sindaci per affrontare esigenze collegate alla crisi di questo periodo, ma senza pregiudicare la futura realizzazione degli interventi originariamente programmati che, infatti, potranno essere rifinanziati nel 2021.

Il calcolo fatto dalla Regione su questo punto – aveva già reso noto l’assessore Fvg alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti – è di circa 5,6 milioni di euro entro giugno. Otto milioni sono invece stati stanziati per i Comuni al fine di ristorare il minor gettito conseguente alla riduzione o esenzione della Tari per le utenze non domestiche; tre milioni per ristorare le minori entrate conseguenti alla riduzione della Tosap o del Cosap; 28 milioni per il sostegno alle attività produttive previsto nella legge regionale 3/2020 sulle prime misure per far fronte alla pandemia. Inserire “una valutazione di criteri oggettivi di reale necessità definiti dai Comuni”, è quanto avrebbe voluto Furio Honsell (OpenFVG), mentre il Patto per l’autonomia aveva presentato una riformulazione dell’articolo con un “Fondo speciale per l’autonomia dei Comuni”.
Tra le novità introdotte da altrettanti emendamenti della Giunta, la previsione dell’assessore Fvg alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, che il gettito dell’imposta di soggiorno degli anni 2020 e 2021, ma anche degli anni precedenti non ancora utilizzato, può essere destinato dai Comuni di Grado, Lignano e Trieste alla promozione dell’offerta turistica del territorio e a finanziare investimenti, entro il 35% del gettito annuale, per sostenere le imprese turistiche. “Attenzione a mantenere una regia unica per i tre Comuni, perché già si esprimono secondo direzioni diverse”, ha ammonito Sergio Bolzonello (Pd).

Da Diego Bernardis (Lega) la richiesta di permettere ai Comuni di accendere altri mutui con Cassa depositi e prestiti per investimenti finalizzati a nuove opere sul territorio. La proposta, accolta all’unanimità dall’Aula, è stata di sospendere l’efficacia dell’articolo 21 della legge regionale 18/2015 sull’obbligo di riduzione del debito da parte degli enti locali, misura che sarà valida fino alla riforma degli obblighi di finanza pubblica.
Per fare fronte alla carenza cronica di segretari comunali iscritti alla sezione regionale dell’albo è stato disposto, per le realtà fino a 3.000 abitanti, la creazione dell’elenco dei soggetti a cui può essere affidata la reggenza temporanea delle sedi di segreteria. Il periodo previsto è sino alla riforma dell’ordinamento dei segretari comunali del Friuli Venezia Giulia e, comunque, non oltre un anno dall’entrata in vigore della disposizione. Potranno presentare domanda di iscrizione al nuovo elenco i dipendenti, di ruolo e a tempo indeterminato, degli enti del comparto unico in possesso dei requisiti per l’accesso alla qualifica di segretario comunale. I sindaci potranno avvalersi, in via temporanea, delle figure iscritte all’elenco una volta risultata inefficace la ricerca di un segretario secondo le procedure attualmente in vigore.

Specifiche sulla loro assunzione, abilitazione e possibili convenzioni tra più Comuni piccoli sono state richieste dal consigliere dem Franco Iacop (sì alle convenzioni e sono ì segretari a tutti gli effetti, lo ha rassicurato Roberti), mentre Igor Gabrovec (Ssk) ha puntato l’attenzione sulla conoscenza delle lingue minoritarie da parte di chi parteciperà alla selezione (può essere materia di regolamento, non occorre una specifica in legge, è stata la risposta dell’assessore). Per Mauro Di Bert (Progetto FVG/Ar) è ormai tempo di disporre la riforma su questa figura, che deve essere formata ed è tra le più bimportanti per un Comune.
Disposizioni di semplificazione della soppressione del consorzio Innova FVG, nell’ambito del riordino dei parchi scientifici e tecnologici, e relativo trasferimento in favore della società consortile Friuli Innovazione, per l’emendamento dell’assessore Fvg alla Ricerca, Alessia Rosolen. Maggiori indagini su come ha operato il consorzio erano auspicabili, per Honsell, mentre per Iacop il dubbio dell’appropriatezza di inserire una tale norma in un ddl che deve intervenire sull’emergenza Covid-19.
Altra misura importante, la creazione di un capo a sé stante con cui si istituisce un “Piano straordinario per la disabilità a protezione della salute dal contagio da Covid-19”. La finalità è garantire che i servizi e gli interventi a favore delle persone disabili siano resi uniformemente sul territorio regionale e in forme adeguate a fronteggiare la pandemia. Ecco che alle Aziende sanitarie si chiede di predisporre specifici Piani territoriali con i gestori dei servizi socio-sanitari per i portatori di handicap, Piani che poi saranno approvati con specifica delibera giuntale. I tempi non devono preoccupare – è stato assicurato – in quanto è già stata disposta la delibera di indirizzo e sono già stati allertati Aziende sanitarie e stakeholder.
Vista la complessità del tema – è stato il commento delle Opposizioni, a cominciare da Mariagrazia Santoro (Pd), Andrea Ussai (M5S) e Simona Liguori (Citt), che pure si sono dette favorevoli all’emendamento perché attinente all’urgenza da Covid-19 – è che non sia stato trattato e approfondito nella Commissione consiliare competente. Se si capiscono le ragioni di un’urgenza, si capisce anche che non c’è tempo per le liturgie, è stata la risposta del vicegovernatore Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha fatto presente che la norma insegue i tempi del decreto ministeriale del 26 aprile Cura Italia.

Da parte dei relatori di minoranza Iacop, Honsell e Mauro Capozzella (M5S), la critica che ancora una volta Maggioranza e Giunta non hanno accolto alcun contributo che arrivasse dalle Opposizioni per migliorare il provvedimento. “È un ddl nato per fronteggiare l’emergenza Covid-19 – ha sottolineato Iacop – ed è divenuto una legge omnibus, con disposizioni che poco hanno a che fare con tale emergenza. Ai Comuni ancora non è arrivato alcun aiuto regionale, solo fondi dallo Stato”.
“Voto contro – ha spiegato Honsell – perché è una legge pessima, con fondi non meglio definiti e male indirizzati se non alla ricerca di un consenso delle imprese. E’ un esempio di come non si deve legiferare”. “Dobbiamo ridurre gli enti, non mortificarli, e non trovarci tra pochi mesi a discutere di nuovebProvince”, ha concluso Capozzella.
Prima del voto finale, sono stati accolti tre ordini del giorno che impegnano la Giunta, rispettivamente, in materia di sostegno alla formazione post-laurea (richiesta di Honsell) e riforma dei segretari comunali (Di Bert e Morandini di Progetto FVG/Ar) anche attraverso la loro formazione (Gruppo del Patto).

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