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Cronaca

Fase 2: ok al ddl 90. Subito 39 milioni di euro per il sistema Fvg

Risorse che serviranno ai Comuni per abbattere Tosi, Cosap e Tosap

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TRIESTE – Otto milioni ai Comuni del Friuli Venezia Giulia per ristorare il minor gettito conseguente alla riduzione o esenzione della Tari per le utenze non domestiche; tre milioni, invece, per fare fronte alle minori entrate conseguenti alla riduzione della Tosap o del Cosap. Altri 28 milioni per il sostegno alle attività produttive previsto dalla legge regionale 3/2020 “Prime misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19”. La V Commissione consiliare presieduta da Diego Bernardis (Lega) ha approvato a maggioranza (sì compatto del Centrodestra; no di M5S e Open-Sinistra FVG; astensione di Pd, Cittadini e Patto per l’autonomia) il disegno di legge 90 in materia di autonomie locali, funzione pubblica, lavoro e formazione presentato dall’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti. Relatori per l’Aula saranno Lorenzo Tosolini (Lega), Claudio Giacomelli (FdI) e Mauro Di Bert (ProgettoFVG/Ar) di maggioranza, Francesco Russo (Pd), Mauro Capozzella (M5S) e Furio Honsell (OpenFVG) di minoranza.

“L’obiettivo non è reperire risorse nuove per finanziare la norma – ha spiegato da subito Roberti ai consiglieri di opposizione, in quanto affermavano si stesse esaminando una legge di variazione di bilancio a tutti gli effetti – ma fare in modo che quelle già assegnate vengano spese dai Comuni, per un’opera o per un’altra non importa, l’importante è far girare i soldi sul territorio. In ogni caso, non pregiudichiamo all’ente locale la futura realizzazione di quell’intervento per il quale continui a manifestare interesse”.

Ecco, allora, proroghe di termini volte a dilazionare alcune scadenze che altrimenti non sarebbero rispettate, tanto nel processo per il superamento delle Unioni territoriali intercomunali (Uti), quanto nel procedimento per la nomina dei componenti degli organi di revisione dei Comuni e delle Uti per le quali, in particolare, è prevista la proroga degli incarichi di revisione economico-finanziaria per il completamento delle attività connesse al loro scioglimento o trasformazione.

A questo proposito, Roberti ha esplicitato che si attribuiscono le quote della società in liquidazione Stu Mako al Comune di Cordenons; si ripartisce la partecipazione dell’Uti del Noncello in Pordenone Fiere (precedentemente delle ex Province di Pordenone e Udine) in parti uguali tra tutti i Comuni dell’area territoriale dell’Uti con l’aggiunta del Comune di Fontanafredda; si attribuiscono le quote di partecipazione dell’Uti Giuliana e dell’Unione Collio-Alto Isonzo nel GAL Carso ai Comuni soci della medesima società in parti uguali; si attribuiscono al Comune di Trieste le partecipazioni dell’Uti Giuliana nell’Azienda pubblica di servizi alla persona Pro Senectute e nell’Azienda pubblica di servizi alla persona Rittmeyer per ciechi.

Il disegno di legge conferma, inoltre, i contributi pluriennali agli enti locali a copertura delle rate di ammortamento; introduce disposizioni in materia di funzione pubblica collegate alla legge regionale 21/2019 “Esercizio coordinato di funzioni e servizi tra gli enti locali del Friuli Venezia Giulia e istituzione degli enti di decentramento regionale” e volte a superare difficoltà nell’individuazione dei componenti delle delegazioni trattanti pubbliche di comparto; infine reca disposizioni in materia di lavoro e formazione.

Ma sono stati soprattutto due emendamenti per previsioni nuove, a sollevare il dibattito dei consiglieri, a cominciare da quello in cui si afferma che i Comuni che, per il 2020, deliberano riduzioni o esenzioni della tassa sui rifiuti (Tari) o della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap) o del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), possono disporre la copertura del relativo minor gettito o minore entrata anche ricorrendo a risorse derivanti dall’avanzo disponibile, nonché da trasferimenti regionali. Inoltre, la Regione concorre a sostenere tali Comuni con un parziale ristoro delle minori entrate attraverso un Fondo speciale in cui sono allocati 11 milioni, ovvero 8 per il ristoro della Tari e 3 per quello di Tosap e Cosap.
“Il meccanismo – ha spiegato Roberti – consiste nel creare un Fondo attraverso il quale la Regione determina un contributo massimo per ogni Comune. In base alle riduzioni/esenzioni reali che ogni Comune determinerà, le risorse saranno assegnate in misura pari alla metà delle mancate entrate e, comunque, nei limiti della somma massima prestabilita. Di fatto, attraverso questo strumento potrebbero essere previste riduzioni ed esenzioni complessive, nel sistema comunale del FVG, di 22 milioni di euro”.

Il sostegno al settore economico deve competere a Regione e Stato, non ai Comuni o significherebbe metterli in difficoltà, ha però affermato per primo Franco Iacop (Pd), mentre il collega di partito, Russo, ha parlato di “ricatto” in quanto si tratta di risorse che i Comuni avrebbero potuto utilizzare in modo autonomo e, inoltre, devono poter scegliere da soli chi aiutare. Un concetto, questo, espresso anche da Gianpaolo Bidoli (Patto), da Tiziano Centis (Citt) e da Capozzella, per il quale ai Comuni viene chiesto un sacrificio per ristrutturare il bilancio della Regione. E che “la legge non deve essere opaca, ma va scritto chiaro che si tratta di un’astuzia contabile del momento e poi i soldi saranno restituiti a luglio” lo ha aggiunto Honsell, contrario al metodo di intervento.
Per l’aiuto alle attività produttive inserito nella Lr 3/2020, invece, come già accennato si interviene con un altro emendamento in cui si prevedono 28 milioni per il 2020.
“Sono soldi presi a prestito – ha detto ancora l’assessore – da capitoli per spese che, al momento, non servono e non ha senso tenerli fermi”.
Se i consiglieri delle Opposizioni si sono detti confusi sulle cifre, esprimendosi in termini di mancanza di un reale sostegno tanto al reddito quanto al lavoro, “a parte l’agevolazione per gli affitti commerciali che, però, rimane vaga nella sostanza” ha detto Capozzella, Giacomelli ha affermato che il disegno di legge non esprime una scelta su “cosa tagliare perché non si taglia nulla, ma non solo si rimettono in gioco somme che altrimenti andrebbero sprecate perché non utilizzabili entro luglio, ma verranno poi restituite. Saranno i Comuni a tarare gli interventi stabilendo le realtà che più ne hanno bisogno”.

“Infatti si dà maggiore flessibilità a risorse già vincolate e che oggi svincoliamo – gli ha fatto eco Roberti -. Tutti i Comuni del FVG, a parte un paio, hanno la capacità finanziaria di coprire lo sforzo richiesto. Anzi, evidenziamo che sono proprio quelli piccoli ad avere maggiore avanzo di bilancio. Poiché la Regione mette i finanziamenti, è logico che mantenga su di sé un ruolo di indirizzo. Spesso – ha concluso l’assessore alle Autonomie locali – sono somme bloccate per interventi che non interessano più; la Regione se le riprende e intanto saranno destinate per altro”.

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