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Cronaca

Controlli intensificati in A4: fermate tutte le auto in transito dalla Polizia

Un’attività che rientra nell’intensificazione delle verifiche in vista del periodo pasquale

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UDINE – Intensificati i controlli della Polizia stradale sia sulla viabilità ordinaria extraurbana che su quella autostradale. Gli agenti di Udine, Palmanova e Amaro, per la prima volta, hanno effettuato il blocco totale della circolazione in A4, a ridosso dell’area di servizio di Gonars (direzione Venezia) al fine di garantire il rispetto delle misure varate per il contenimento della diffusione del virus Covid-19. Un’attività che rientra nell’intensificazione delle verifiche in vista del periodo pasquale.

La risposta friulana e udinese ai controlli è stata positiva, quasi tutti i veicoli esaminati erano giustificati. L’utenza ha reagito con pazienza ai tempi di attesa (arrivati fino ai trenta minuti) che hanno preceduto i controlli documentali e di polizia, dimostrandosi collaborativi e solidali con il lavoro svolto dalle pattuglie tutte della polizia stradale. Molti cittadini erano muniti di autocertificazione, per gli altri ha provveduto il personale della Polizia stradale anche con le ultime prescritte, e solo in casi marginali, perlopiù da cittadini dell’est Europa, sono state rilevate alcune anomalie dovute peraltro alla disinformazione.
Le motivazioni addotte nelle autocertificazioni sono state in molti casi riscontrate o dai documenti che gli stessi automobilisti avevano al seguito o tramite verifiche telefoniche che le sale operative hanno effettuato quasi congiuntamente al controllo o nei momenti immediatamente successivi. Tuttavia, per molte autocertificazioni, sarà necessario procedere nei prossimi giorni alle consuete verifiche tramite gli uffici investigativi e probabilmente non mancherà qualche sanzione.

In ogni caso non sono mancati episodi degni di nota come ad esempio il controllo di un veicolo targato sloveno con a bordo tre persone di cui due sloveni e una italiana, che asserivano di portarsi a Mogliano Veneto per assistere un’anziana signora cardiopatica. Gli operatori chiedevano agli occupanti del veicolo se avessero avvisato il 118, viste le condizioni della signora, ma gli stessi rispondevano in modo evasivo che non lo avevano fatto perché così avevano sentito alla televisione. A una successiva richiesta del perché fossero in tre ad andare a prestare assistenza, non riuscivano a dare una valida spiegazione. In un secondo tempo mentre i poliziotti verificavano le banche dati, una delle passeggere riferiva che effettivamente vicino alla signora bisognosa di cure abitava anche la sorella che li aveva contattati asserendo che lei era stanca e se potevano intervenire loro. Nel frattempo però dall’accertamento alle banche dati emergeva che al conducente erano già state elevate due infrazioni per le violazioni all’art. 4 del D.L. n. 19 /2020 in quanto violava le prescrizioni messe in atto per il contenimento del rischio epidemiologico; venivano quindi multati tutti gli occupanti del veicolo con la violazione della recidiva.

Altro episodio riguarda un cittadino austriaco licenziato a Salisburgo che stava raggiungendo la sua famiglia residente in Italia; il soggetto non era a conoscenza che per fare ingresso in Italia avrebbe dovuto avvisare le autorità sanitarie come previsto dalla normativa, veniva quindi invitato e assistito alla procedura per le formalità previste. Durante i controlli non è sfuggito ai poliziotti il tentativo di elusione degli stessi da parte di un veicolo che uscito dalla colonna apparentemente proprio per sottrarsi al controllo. Immediatamente veniva raggiunto da una pattuglia che lo fermava chiedendo spiegazioni del suo allontanamento. Lo stesso riferiva di essere un medico operante a Gorizia e che stava raggiungendo la propria residenza a Pocenia al termine del turno di lavoro e di essere stanco. Venivano anche in questo caso effettuate e verifiche che davano riscontro a quanto asserito dal medico che veniva quindi fatto proseguire; tuttavia bisogna dire che il tentativo di elusione dal controllo ha fatto perdere più tempo che se non fosse rimasto in colonna ad attendere poiché la condotta appariva davvero sospetta. Lo stesso medico una volta realizzato che chi era in coda dietro di lui aveva terminato il controllo prima di lui, ammetteva agli operatori di Polizia che la sua intemperanza era stata davvero sconveniente.

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