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Economia

Lo stop alle fabbriche mette in ginocchio il comparto Legno-Arredo

Crollo del fatturato. Per un trimestre il comparto sarà del tutto sguarnito

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UDINE – Il comparto Legno-Arredo e Costruzioni, pilastro del Pil regionale, viene messo in ginocchio dal decreto firmato da Conte che blocca le fabbriche dal 25 marzo. Il settore è tra i grandi esclusi, sebbene si siano fatti i massimi sforzi per lavorare in regola e in sicurezza, non ultimo il progetto “Area Welcome” del Cluster Arredo, che prevede la comunicazione (tramite un QR code) agli autotrasportatori in arrivo presso le aziende del Fvg delle misure da queste adottate per la prevenzione e la tutela della salute.
“E’ un comparto che dà lavoro a 25mila persone con un export di 1 miliardo e 700mila euro – ricorda il direttore del Cluster Arredo, Carlo Piemonte -. Da parte delle aziende c’è tutta la disponibilità ad affrontare l’emergenza seguendo le regole, ma questa volontà calato dall’alto non tiene conto degli ordini da consegnare, delle penali da pagare; penso ad esempio alla Illuminotecnica o altri settori del Sistema casa, che stanno continuando a lavorare e ora non potrannno consegnare prodotti pronti alla spedizione o posa in opera. Stanno già arrivando gli insoluti, e non importa se il governo nazionale promette sconti sulle tasse: senza liquidità l’azienda fallisce. Si sta creando un corto circuito per il nostro sistema e tutti pagheranno, purtroppo”. 

La domanda del Cluster è: ma qual è la strategia per il “dopo”? Come ci si prepara a ripartire, consapevoli che i mercati di riferimento stanno entrando ora in questa fase? “Contributi a fondo perso per le aziende per garantire la sopravvivenza – è la risposta di Franco di Fonzo, presidente Cluster-. Serve liquidità con contributi in conto capitale. Ci sarà un crollo dei volumi di produzione: già questo mese è dimezzato il fatturato che, a cominciare da aprile, sparirà del tutto, sia perché non possiamo produrre, sia perché i nostri clienti non potranno accettare e poi pagare le nostre merci. Per un trimestre, quindi, saremo del tutto sguarniti”.
“Si chiude proprio la produzione, quella che mantiene in piedi il sistema Italia– ribadisce Piemonte -. Se volete chiudere, allora proponeteci la vostra strategia per riaprire. L’economia è un ingranaggio complesso da far ripartire una volta fermato, anche perché i nostri mercati di sbocco(Germania Francia, Uk e Usa) stanno appena entrando in questa emergenza, e valgono l’85% del nostro export. Decine di imprese che ci chiamano ogni giorno; se non si può andare in azienda perché è chiusa, chi fa, ad esempio, le buste paga o mantiene i macchinari? Qui c’è in gioco non solo la salute, ma la tenuta dell’Italia tutta.E’ fondamentale fare sistema ora più che mai per il bene della nostra nazione e della nostra regione. Come Legno-Arredo Casa siamo a disposizione”. 

Il comparto Legno Arredo produce un fatturato di settore pari al 14% dell’intero fatturato manifatturiero regionale. Un dato impressionante, se si considera che in Veneto è pari al 6%, mentre in Lombardia rappresenta un valore del 4%,con una media italiana che raggiunge appena il 5%. Anche in termini di numerosità degli addetti, il settore del Legno Arredo Fvg ha il primato nazionale assoluto, con ben il 18% degli impiegati nell’intera manifattura regionale. Un dato che, se paragonato al 9% del Veneto o al 6% della Lombardia, evidenzia quanto il Legno Arredo sia fondamentale, se non essenziale, per la manifattura del Friuli Venezia Giulia. E i motori di questa economia sono i due distretti produttivi del Mobile e della Sedia.

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