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Economia

«Negozi aperti al massimo 10 ore al giorno e chiusi la domenica». L’appello dei sindacati

Cgil-Cisl-Uil scrivono ai sindaci: «Rivedere gli orari per gestire meglio i turni e consentire le sanificazioni»

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UDINE – «Imporre la chiusura domenicale di tutte le attività commerciali e contenere l’apertura dal lunedì al sabato all’interno di un tetto di dieci ore giornaliere». È quanto chiedono ai Comuni le segreterie regionali dei sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil in una lettera inviata all’Anci, ai sindaci dei quattro capoluoghi di provincia e, per conoscenza, al presidente della Regione e all’assessore regionale alle Attività produttive.

«Crediamo che tale contenimento, che riteniamo utile adottare anche per i servizi di ristorazione della rete stradale e autostradale, sia indispensabile per garantire una migliore gestione di turni e carichi di lavoro, di tempi per rifornimento e approvvigionamento dei punti vendita, del giusto riposo per tutti gli addetti e del tempo utile per procedere ad un’accurata sanificazione degli ambienti di lavoro, difficile da garantire con le attuali aperture», scrivono i segretari regionali Francesco Buonopane (Filcams-Cgil), Adriano Giacomazzi (Fisascat-Cisl) e Matteo Zorn (Uiltucs-Uil).

«Se tempestivamente assunta – aggiungono – una rimodulazione in questa direzione può essere gestita con un preavviso che consenta di garantire responsabilmente gli approvvigionamenti e i servizi ai cittadini». Alcuni gruppi della distribuzione, del resto, hanno già comunicato l’intenzione di rimodulare e ridurre gli orari di apertura e previsto la chiusura per le prossime due domeniche. «L’adozione di regole uniformi sull’intero territorio regionale – concludono i sindacati – salvaguarderebbe anche il principio della libera concorrenza tra le imprese».

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