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Economia in Fvg: il 2020 sarà un anno di crescita debole

Le priorità di Confindustria Udine: internazionalizzazione, innovazione, credito, formazione, responsabilità sociale d’impresa

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UDINE – Il 2020 sarà un anno di crescita debole. E’ la previsione che dà Confindustria Udine, con la presidente Anna Mareschi Danieli che ha voluto fare il punto della situazione durante la consueta conferenza stampa di inizio anno. Insieme a lei erano presenti il vicepresidente vicario dell’Associazione e presidente di Confidi Friuli Cristian Vida, i vice-presidenti Fabrizio Cattelan e Dino Feragotto e il direttore generale Michele Nencioni.

ECONOMIA REGIONALE -Nel 2019 in Friuli Venezia Giulia il Prodotto Interno Lordo, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine su dati Prometeia aggiornati a gennaio 2020, è previsto aumentare del +0,2% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente, +1,1%. L’andamento del Pil risulterebbe in accelerazione quest’anno, +0,7%. Gli investimenti fissi lordi sono stimati in frenata nel 2019 (+1,9%) rispetto al 2018 (+4%). Per il 2020 si stima un aumento del +1,9%. Le esportazioni, cresciute a valori concatenati del +3,5% nel 2018, si stimano in calo nel 2019, per effetto della cantieristica, per tornare ad accelerare nel 2020 (+2,4%).
In Fvg la media degli occupati nei primi nove mesi del 2019 si è attestata a quota 510.690, 1.271 unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2018, -0,2% (occupazione femminile -2,7%, maschile +1,7%). “Sulle donne – ha osservato Mareschi Danieli – continua a pesare la responsabilità delle cure parentali e le insufficienti politiche di sostegno alla maternità”.

LA SITUAZIONE IN PROVINCIA DI UDINE – Nel terzo trimestre 2019 si è ulteriormente aggravato il rallentamento del ciclo economico in provincia di Udine. L’indicatore della produzione industriale per le imprese manifatturiere è, infatti, sceso nel trimestre luglio-settembre del -3,7% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, e segue il calo del -2,7% del secondo trimestre e del -0,9% registrato nel primo.
“Prosegue – ha evidenziato Mareschi Danieli – la diminuzione, senza interruzione, in atto dal terzo trimestre 2017. L’indice della produzione a fine anno chiuderà con una variazione media annua negativa: non accadeva dal 2013. Questa dinamica debole è dovuta a vari fattori, ad iniziare dall’elevata incertezza che ha frenato il commercio mondiale legata ai conflitti tariffari, alle turbolenze geopolitiche, all’eventualità di una hard Brexit, al rallentamento del settore automotive in Germania, alle politiche fiscali in Italia “e – ha aggiunto la presidente – al clima anti-impresa che, per i reati tributari, vede l’imprenditore colpevole fino a prova contraria”.
Le previsioni degli operatori per i prossimi mesi evidenziano un “sentiment” stabile con una nota positiva per le vendite all’estero.

EXPORT – Le esportazioni della Provincia di Udine resistono alla fase di rallentamento della crescita globale, confermando il trend positivo, ma mostrano una decelerazione. Nel dettaglio, l’export udinese, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria su dati Istat, nel terzo trimestre 2019 è cresciuto del +2,5% rispetto allo stesso periodo del 2018, meno rispetto al primo semestre quando si è registrato un aumento medio +7,8% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Nel periodo gennaio-settembre 2019 le vendite all’estero hanno segnato un incremento tendenziale del +6%, inferiore alla variazione annotata nel 2018 rispetto al 2017 pari al +10,4%. “Nei primi nove mesi del 2019 – ha evidenziato la presidente di Confindustria Udine – le esportazioni della Provincia di Udine hanno, comunque, registrato una crescita tripla rispetto della media del Nord Est (+1,9%) e oltre il doppio dell’Italia (+2,5%), passando da 4.450 a 4.719 milioni di euro. La quota dell’export udinese su quella regionale si è attesta al 44,4%, superiore a quella delle altre province (Pordenone 27,9%, Trieste 20,5%, Gorizia 7,2%), ed in crescita rispetto al 2018 (38,8%)”.

MERCATO DEL LAVORO – In Provincia di Udine, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine su dati dell’Osservatorio del lavoro della Regione, il tasso di disoccupazione (rapporto tra disoccupati e l’insieme di occupati e disoccupati), nei primi nove mesi del 2019, è diminuito rispetto all’anno precedente, dal 6,3% al 6% (a seguito del calo del tasso di disoccupazione maschile, dal 5,3% al 4,7%, mentre quello femminile è aumentato dal 7,5 al 7,7%).
Nel complesso dei settori economici, la tipologia contrattuale prevalente, nel periodo gennaio-settembre 2019, è rappresentata dal rapporto a tempo determinato che ha interessato 38.039 assunzioni pari al 50,8% del totale. Nel manifatturiero la tipologia contrattuale maggiormente utilizzata è il lavoro in somministrazione, 4.225 assunzioni pari al 38,2% del totale.

LE PRIORITA’ –In conclusione la presidente Mareschi Danieli ha elencato le priorità di Confindustria Udine: semplificazione della burocrazia, certezza del diritto, formazione e riqualificazione professionale, innovazione, infrastrutture, costo del lavoro, fisco, famiglia, natalità, governo dell’immigrazione ed Europa.

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