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Cronaca

Posate le 10 pietre d’inciampo a Udine

Mattinata toccante in centro e nei quartieri per la memoria dei deportati

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UDINE – Mattinata intensa a Udine per la posa delle 10 pietre d’inciampo in centro e nei quartieri. Cerimonie semplici, a cui hanno preso parte centinaia di cittadini. Positiva anche la presenza delle scuole, con i bambini che si sono avvicinati al tema approfondendo la storia di ogni singolo deportato. Un’iniziativa promossa dal Comune di Udine e dall’Anpi, che ha visto la presenza del sindaco Pietro Fontanini e degli assessori comunali. “Udine ha voluto ricordare con queste pietre d’inciampo i gravi fatti verificatisi nel secolo scorso ai deportati – ha detto il sindaco Pietro Fontanini – Bene il coinvolgimenti delle nuove generazioni, perchè non dobbiamo dimenticare i fatti accaduti più di 70 anni fa”.

Le pietre udinesi, dedicate alla memoria di due deportati razziali e otto deportati politici, sono state posate a partire dalle ore 9 in via Veneto 253, a Cussignacco, in memoria di Onelio Battisacco, in via San Martino 28 per Jona Leone, in via Pozzuolo 16, a Sant’Osvaldo, per Luigi Basandella, in via Bologna 27, a Beivars per Giuseppe Quaiattini, in via Bergamo 11, ai Rizzi, per Silvio Rizzi, in via Girardini 5 per Cecilia Deganutti, in via Brenari 14 per Silvano Castiglione, in via Cairoli 4 per Luigi Cosattini, in via Carducci 2 per G. Battista Berghinz, in via Savorgnana 12 per Elio Morpurgo.

Con l’espressione di origine biblica di “Pietra d’inciampo” si fa riferimento alla posa di un sampietrino in ottone in memoria dei deportati nei campi di concentramento nazisti. L’installazione viene effettuata davanti all’abitazione dalla quale la persona fu prelevata e reca, oltre al nome e cognome, le date di nascita, deportazione e morte. Questa pratica nasce negli anni Novanta da un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, arrivato a Udine per posizionare direttamente le dieci pietre.

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