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Economia

Safilo, si tenta la strada del contratto di solidarietà

Patuanelli: “Non procedere ad azioni unilaterali nei confronti dei lavoratori e avviare un confronto con le parti sociali per discutere i dettagli del piano industriale”

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MARTIGNACCO – “Non procedere ad azioni unilaterali nei confronti dei lavoratori e avviare un confronto con le parti sociali per discutere i dettagli del piano industriale”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che giovedì pomeriggio al Mise ha presieduto il tavolo di crisi sul Gruppo Safilo con ministero del Lavoro, Regione Fvg, comuni coinvolti, azienda e sindacati.

Sulla stessa linea l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Bini, che chiede all’azienda di fare un passo indietro sullo stabilimento friulano di Martignacco. Da parte sua l’azienda ha richiesto un incontro urgente per la prossima settimana alle segreterie delle rappresentanze sindacali nazionali, regionali e provinciali allo scopo di trovare una definizione positiva della trattativa, “prima di procedere con l’apertura della procedura di mobilità”. La riorganizzazione e ristrutturazione annunciata dal Gruppo, coinvolge 700 lavoratori tra Veneto e Fvg.

“La Regione è al fianco dei lavoratori di Safilo e condivide, al fine di garantire la maggior tutela alle 226 persone assunte nello stabilimento di Martignacco, la richiesta delle organizzazioni sindacali di fare ricorso ai contratti di solidarietà in luogo della cassa integrazione straordinaria (Cigs) proposta dalla proprietà. L’Amministrazione sollecita inoltre un confronto permanente tra tutti i soggetti interessati con l’obiettivo di scongiurare l’adozione di decisioni unilaterali che possano precludere l’individuazione di percorsi condivisi a soluzione della crisi”. Questo il concetto ribadito dall’assessore Bini. “Tale soluzione – ha spiegato – si pone l’obiettivo di sostenere la continuità della produzione, sebbene su orari ridotti, e di non disperdere pertanto il patrimonio umano e professionale nella prospettiva di rendere l’impianto più appetibile a potenziali investitori”.

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