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Cronaca

A Udine saranno posate 10 pietre d’inciampo

La cerimonia è prevista domenica mattina in vari quartieri della città

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UDINE – Anche Udine avrà le sue pietre d’inciampo. La posa delle prime 10 placche in ottone è fissata per la mattinata di domenica 19 gennaio. Un’iniziativa promossa dal Comune di Udine e dall’Anpi, che il sindaco Pietro Fontanini e l’assessore Fabrizio Cigolot hanno voluto portare avanti con convinzione.

Con l’espressione di origine biblica di “Pietra d’inciampo” si fa riferimento alla posa di un sampietrino in ottone in memoria dei deportati nei campi di concentramento nazisti. L’installazione viene effettuata davanti all’abitazione dalla quale la persona fu prelevata e reca, oltre al nome e cognome, le date di nascita, deportazione e morte. Questa pratica nasce negli anni Novanta da un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig.

Le pietre udinesi, dedicate alla memoria di due deportati razziali e otto deportati politici, verranno posate a partire dalle ore 9 secondo il seguente itinerario: Battisacco Onelio (via Veneto 253 Cussignacco); ore 9.20 Jona Leone (via San Martino 28); ore 9.40 Basandella Luigi (via Pozzuolo 16, Sant’Osvaldo); ore 10.10 Quaiattini Giuseppe (via Bologna 27, Beivars); ore 10.40 Rizzi Silvio (via Bergamo 11, Rizzi); ore 11.00 Deganutti Cecilia (via Girardini 5); ore 11.20 Castiglione Silvano (via Brenari 14); ore 11.40 Cosattini Luigi (via Cairoli 4); ore 12 Berghinz G. Battista (via Carducci 2); ore 12.20 Morpurgo Elio (via Savorgnana 12).

2 Commenti

2 Comments

  1. Manuela

    Gennaio 17, 2020 at 9:34 pm

    Dio mio siamo nel 2020 ed ancora mettiamo le pietre d’inciampo ai deportati. Con tutto il rispetto per loro io guarderei avanti e metterei una pietra a Giulio Regeni o ad altre vittime dell’ingiustizia

    • Beatrice

      Gennaio 18, 2020 at 9:17 am

      Manuela
      ben vengano le pietre d’inciampo per farci riflettere sulle crudeltà del passato e preservare le generazioni future dal riceverle.
      “Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”
      (G. Santayana)

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