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Cronaca

Formazione, dalla regione 10 milioni per progetti di inclusione sociale. Rosolen: «Sostegno concreto per chi è in difficoltà»

«Si tratta di azioni sinergiche e complementari tra loro» ha spiegato l’assessore al Lavoro e Formazione Alessia Rosolen

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Alessia Rosolen

TRIESTE – Con uno stanziamento di 10 milioni di euro, nell’ambito del programma Por Fse 2014-2020, l’Amministrazione regionale ha avviato una serie di progetti finalizzati a offrire un sostegno concreto a quanti stanno vivendo momenti di difficoltà economica e sociale, favorendo percorsi di riabilitazione e di reinserimento nel mondo del lavoro.

«Si tratta di azioni sinergiche e complementari tra loro – ha spiegato l’assessore al Lavoro e Formazione Alessia Rosolen – che contemplano percorsi di formazione professionale, tirocini e misure di sostegno lungo le varie fasi del processo di reinserimento nel tessuto sociale, tra le quali contributi per i trasporti, buoni pasto, risorse per acquisto di materiale didattico e misure per favorire l’accesso e la partecipazione alle attività finanziate anche alle persone con disabilità».

Contrastare fenomeni di emarginazione sociale

«L’obiettivo della Regione – ha aggiunto – è contrastare fenomeni di emarginazione sociale che coinvolgono diverse fasce della comunità, tra le quali anche i casi non infrequenti di giovani mamme single che necessitano di aiuto». Il programma formativo – l’avviso è stato pubblicato sul Bur nei giorni scorsi – si sviluppa attraverso la collaborazione degli enti di formazione accreditati, che promuoveranno lo schema progettuale con i servizi che hanno rapporti diretti con la comunità e registrano le eventuali fragilità (servizi sociali dei Comuni, collocamento mirato, uffici distrettuali e locali per l’esecuzione penale esterna, dipartimento per la Salute mentale e le Tossicodipendenze).

Le proposte formative, realizzate anche con modalità didattiche innovative e sperimentali, contemplano interventi di breve durata (da 20 a 100 ore), individuali o di gruppo, finalizzati al recupero di conoscenze e competenze socio-relazionali, cognitive e organizzative dedicate all’orientamento al lavoro e all’alfabetizzazione informatica e linguistica. Di medio lungo periodo sono invece i percorsi professionalizzanti (da 200 a 600 ore), che forniranno ai partecipanti conoscenze e competenze tecniche legate all’ottenimento di una qualifica professionale. Con il programma dedicato ai «tirocini inclusivi» sarà inoltre possibile rafforzare l’autonomia personale, la consapevolezza dei propri mezzi e lo sviluppo di abilità e competenze professionali in un contesto sociale, relazionale e lavorativo.

Interventi mirati e innovativi

«Studiati per aderire al tessuto sociale che caratterizza il Friuli Venezia Giulia – ha concluso Rosolen – questi interventi mirati e innovativi sono stati studiati per prevenire e contrastare le diverse forme di disagio che possono presentarsi anche in futuro: l’insieme di questi programmi costituisce un unicum mai realizzato in precedenza, una vera e propria azione di filiera che, grazie a più strumenti dedicati, favorisce la riabilitazione psicologica e sociale delle persone e, quindi, l’incremento dei livelli di occupabilità di chi attraversa una fase di fragilità sociale e sanitaria».

L’indennità prevista è interamente a carico delle risorse pubbliche e anche per i tirocini si potrà fruire delle misure di accompagnamento.

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